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AMBIENTE

Estrazione di idrocarburi, forte preoccupazione in Polesine

Gilberto Bianchini chiede l’istituzione di un tavolo di confronto con il Ministero per rivedere la scelta di estrarre il metano in provincia di Rovigo

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Gilberto Bianchini

TRECENTA (Rovigo) – “Il Polesine rischia la pandemia ecologica territoriale”, sostiene il capogruppo di minoranza Gilberto Bianchini, esprimendo forte preoccupazione e contrarietà sul Decreto del 29 marzo scorso, col quale il Ministero della Transizione Ecologica di concerto con il Ministero della Cultura ha dato via libera a sette progetti di estrazione di idrocarburi dal Veneto alla Sicilia. Tra questi è stato approvato anche il progetto presentato dalla Ditta Po Valley Operations Ltd per operare di fronte alle coste del Veneto e dell’Emilia Romagna con la piattaforma Teodorico.

La decisione è definita estremamente grave, perché il Polesine ed in particolare il Delta del Po stanno ancora pagando le conseguenze dell’estrazione di metano degli anni cinquanta.

“L’opinione pubblica deve sapere che è stata scientificamente provata per il Polesine la diretta correlazione tra estrazione di metano e abbassamento del suolo definita Subsidenza, per cui lo Stato ha riconosciuto i danni allora provocati e finanzia ancora per quei danni interventi di ripristino”, dice in un documento .

E’ preoccupante sapere che neanche le Istituzioni hanno saputo bloccare in tempo utile il progetto anche se quando il progetto fu presentato nella Sala Consiliare della Provincia di Rovigo, fu confutata punto per punto la parte del progetto che voleva far credere che l’estrazione di metano dal sottosuolo non avrebbe creato subsidenza paragonabile a quella misurata negli anni 1950/1960 ma solo piccoli abbassamenti nell’intorno della piattaforma Teodorico.

Anche il Direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Giancarlo Mantovani ha espresso contrarietà.

“Ovviamente nessuno misconosce l’importanza e la necessità di disporre di idrocarburi e metano per le necessità produttive ed umane, ma così come sarebbe sciocco pensare di realizzare una discarica in pieno centro urbano, è altrettanto sciocco estrarre metano da piattaforme a terra e da piattaforme a mare ad una distanza da terra non sufficiente a garantire la subsidenza sulle zone costiere e perdita dell’equilibrio tra erosione e deposito dei sedimenti trasportati dai fiumi” sostiene Bianchini.

“A questo punto, conclude il Capogruppo Consiliare di Insieme per Trecenta di Trecenta e dirigente del PD, è lecito denunciare pubblicamente gli effetti inevitabili con gravi danni al territorio polesano causati dalla decisione ministeriale, che certamente causerà ulteriori abbassamenti del suolo”.

Gilberto Bianchini perciò invoca, per quanto sia ancora possibile fare, l’istituzione di un tavolo di confronto con il Ministero della Transizione Ecologica, al fine di rivedere la scelta di estrarre metano in Polesine e nel Delta del Po.

Purtroppo, va ricordato che solo due Comuni in Provincia di Rovigo hanno inviato osservazioni al Ministero per contrastare la procedura di approvazione della Valutazione dell’Impatto Ambientale.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 2 Maggio 2021

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