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Simona Bisaglia: "La scuola guida non è formazione di serie B ed i costi dovrebbero essere inseriti in dichiarazione dei redditi"

Presentata in Consiglio regionale del Veneto la mozione per impegnare la Giunta a intervenire presso il Governo ed il Mef affinché le spese per il conseguimento della patente per i giovani a carico delle famiglie possano essere detratte fiscalmente

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ROVIGO - La vede come una "questione di equità sociale ed un piccolo aiuto alle famiglie con figli maggiorenni a carico" la consigliera regionale del Veneto Simona Bisaglia, lista Zaia Presidente, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale del Veneto, come prima firmataria insieme alla collega vicentina Milena Cecchetto, "per impegnare la Giunta regionale del Veneto a intervenire presso il Governo e il ministero dell’Economia e delle Finanze affinché le spese per il conseguimento della patente per i giovani ancora a carico dei genitori possano essere detratte fiscalmente nella dichiarazione dei redditi".

"Quando a 18 anni si seguono i corsi teorici e si effettuno le guide in autoscuola per risultare preparati all'esame per il conseguimento della patente di guida, lo si fa per imparare. Non si capisce come mai questa attività di istruzione, sostenuta perlopiù dalle famiglie dei neomaggiorenni, non sia equiparata a qualsiasi altra spesa di formazione e non risulti qundi ammissibile come fiscalmente detraibile per il nucleo famigliare" afferma la consigliera regionale Simona Bisaglia.

"Ad oggi le spese per la frequenza di una scuola guida, legati alla patente, non sono detraibili dalle imposte in quanto non rientrano tra le spese di istruzione che, in base al Testo Unico delle Imposte sui Redditi, beneficiano della detrazione del 19 per cento. Personalmente ritengo sia un errore a cui porre rimedio" continua Bisaglia.

L'invito alla Giunta regionale veneta, in materia di interlocuzione con il ministero dell’Economia e delle Finanze è chiaro: "Non risparmiamo sulla istruzione/formazione, non vediamola come un lusso o un bene superfluo. Vero è che non sia obbligatoria al fine di iscriversi all'esame di guida, ma frequentare una scuola guida per prepararsi alle prove per la patente significa credere nel valore dell'istruzione ricevuta sostenendo dei costi, non detraibili. L'istruzione ricevuta si traduce in sicurezza sulla strada per i nostri ragazzi e per tutti gli automobilisti. Se ci credono le famiglie, che pagano la scuola guida di tasca propria, perchè lo Stato non crede sia una vera e propria spesa di formazione?" conclude la consigliera Bisaglia.
Articolo di Lunedì 3 Maggio 2021

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