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FESTA DELL’INFERMIERE

Eroi del nostro tempo, infermieri premiati in Provincia

Una targa ricordo per gli infermieri di Rovigo nella giornata mondiale istituita per riconoscere l'impegno, che è una vera e propria missione

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ROVIGO - Da febbraio 2020 il mondo si è accorto che la professione infermieristica non è un lavoro, ma una missione. Hanno pagato con la vita, con la sofferenza, e guardando in faccia la morte, non si sono mai tirati indietro, e l’emergenza Covid-19 li ha elevati al titolo di eroi del nostro tempo. Infermieri in prima linea che chiedono anche un riconoscimento tangibile, perchè lo sforzo profuso in questo anno e mezzo, è stato enorme. Lo meritano.

Nella sede della Provincia di Rovigo, si è celebrata la giornata internazionale dell’infermiere mercoledì 12 maggio.

“Sono onorato di ospitare la giornata mondiale dell’infermiere - ha esordito il presidente di Palazzo Celio, Ivan Dall’Ara - . 100mila gli infermieri contagiati, 100 i deceduti di cui sei suicidati. Un lavoro che è un ponte diretto tra azienda e famiglia. Con l’occasione vorrei inaugurare e proporre  la Cittadinanza onoraria del Polesine a Denis Piombo, presidente dell’Ordine professioni sanitarie di Rovigo per gli alti meriti acquisiti e l’impegno profuso”.

Toccante anche la testimonianza di Cristina Cicchiello infermiera alla Casa di cura città di Rovigo: “Ci hanno definito eroi, angeli ma vorrei ricordare che quello che facciamo noi oggi lo facevamo prima e lo faremo anche dopo. Ci siamo dovuti adattare, creare dal nulla reparti Covid, e riadattare con i piani organizzativi, non ci siamo arresi”.

Davide Benazzo, segretario Fp Cgil Rovigo, nella sede di Palazzo Celio ha sottolineato come: “Mai come oggi questa professione è importante dal punto di vista umano.  La Festa dell’infermiere è non a caso stata istituita nello stesso giorno della nascita della fondatrice dell’infermieristica moderna, Florence Nightingale”.

Cerimonia impreziosita dalla presenza del Prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca,  della direttrice generale dell’Ulss 5 Patrizia Simionato e di Michele Roveron, Fp Cisl infermiere.

Sono stati premiati Francesca Gaiazzi e Cristina Gheza del Pronto Soccorso, Valeria Zanetti e Nicoletta Magro del Covid Hospital di Trecenta, Simone Ceccarello e Mariella Rossin dell’Adi (assistenza domiciliare integrata). Eroi silenziosi che ogni giorno aiutano persone fragili, bisognose d’aiuto, perchè non esiste solo il Covid-19, lo fanno da sempre, con o senza pandemia.

La targa cita le parole proprio della loro mentore professionale, Nightingale: “L’assistenza è un’arte,  e se deve essere realizzata come un’arte, richiede una  devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore scultore. Con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle  arti, anzi la più bella delle Arti Belle”.  La targa verrà affissa in ospedale a Rovigo nella zona in prossimità della sede delle Professioni Sanitarie. 

 

 

Articolo di Mercoledì 12 Maggio 2021

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