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ARTE

Tre parrocchie storiche per Giacciano con Barucchella

Nel comune alto polesano (Rovigo) si nascondono opere marmoree di valenza storica, con lo zampino anche di Antonio Canova

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GIACCIANO CON BARUCCHELLA (Rovigo) - Nel Comune tricefalo di Giacciano con Baruchella ci sono da alcuni secoli tre parrocchie, la più piccola è quella di Giacciano a 1 km dalla sede comunale in direzione di Trecenta sulla provinciale arginale in destra della Fossa Maestra. La piccola località sino al 1815 dipese da Ferrara in temporale e al 1819 in spirituale.

Nei secoli bui solo umile gente di pescatori e cannaroli in luoghi umidi e ghiacciati d'inverno, da ciò il toponimo Jazzan (si dice ancora così in dialetto), Giacciano. Paludi, alluvioni, epidemie dipendenti dalla visconteria di Trecenta, una località dimenticata da Dio e dagli uomini. Occorre arrivare al '600 per uno strategico balzo in avanti, quando i Bentivoglio bonificarono l'Alto Polesine, infeudandosi proprio a Giacciano.

Questa blasonata genealogia familiare emiliana pensò a costruire la prima chiesa. Il marchese Ippolito ricevuto l'ok del cardinal vicario arcivescovo di Ferrara Giovanni Donghi, che governava questa dipendenza pontificia fece iniziare i lavori. Patrono fu scelto S. Ippolito Martire. Il 17 ottobre 1699 venne posta la prima pietra e l'8 ottobre 1672 l'arcidiacono Giovanni Ciavernella, vicario generale del cardinale legato ferrarese e arcivescovo ferrarese Carlo Cerri, benedì il nuovo tempio, quello attuale.. L'erezione canonica della parrocchia avvenne "in data 23 marzo 1677: il marchese Bentivoglio aveva anche pensato alla dote per il mantenimento dei parroci. 

La chiesa pur ai tempi nostri è un edificio decoroso, recentemente restaurato come la piazza antistante cui si accede dalla scalinata arginale dalla strada provinciale: armonioso lo stile neoclassico a tre navate, sobria la facciata, adornata da cinque cuspidi piramidali, come ha scritto più volte il compianto professor Ario G. Stevanin, noto studioso baruchellese. L'interno è adornato di altari marmorei, bella la pala d'altare effigiante il patrono S. Ippolito, opera di Cesare Gennari (1637-1688), che qui s'ispirò al Guercino. Detta parrocchiale fu sempre legata alla famiglia Bentivoglio finché papa Pio 7° con il Breve Apostolico Cum nos gravibus del 9 marzo 1819 aggregò definitivamente all'allora diocesi di Adria la S. Ippolito Martire.

Opera più pregevole misconosciuta vicino all'altare la stele eretta alla memoria della marchesa Adelaide Foscarini, una lapide sepolcrale con bassorilievo dedicata a detta nobildonna veneziana moglie del marchese Carlo Guido Bentivoglio, realizzata su bozzetto di Antonio Canova nel 1818, come ha scritto Giuseppe Fiocco nel saggio La rettoria Bentivogliesca di Giacciano, estratto dal Bollettino della P. Istruzione, Roma 1912.
Articolo di Giovedì 13 Maggio 2021

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