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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

Dal Comitato per l'Art.32 un No tombale alle trivelle

Vanni Destro ricorda la modifica della legge istitutiva del Parco Delta del Po ed auspica un divieto legislativo nazionale per le coste del Polesine, del parco emiliano e Venezia

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ROVIGO - Vanni Destro, in qualità di portavoce del Comitato per l'Art.32 riporta come con la modifica del comma b dell'articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta Veneto, avvenuta con l'approvazione unanime in Consiglio regionale del Veneto della legge regionale 18/2015 in funzione del divieto di ricerca di idrocarburi nel suo territorio, ci furono problemi relativi al conflitto di concorrenze costituzionali tra Stato e Regioni in materia di energia.

Furono allora presentate dalla Regione Veneto una serie di motivazioni che, ribadendo la fragilità dell'area protetta soggetta a pesante subsidenza configurava la 18/2015 come una legge speciale a tutela dell'ambiente.

"Il Parco del Delta emiliano romagnolo è nelle medesime condizioni. Per non parlare di Venezia, della laguna e del litorale ravennate.
I costi degli effetti idrogeologici sarebbero più elevati dei ricavi dell'estrazione di gas".

"Qui non si tratta di una questione legata all'energia - sottolinea Vanni Destro - ma, soprattutto, al dissesto idrogeologico e ambientale che arrecherebbe danno a molteplici attività economiche legate al turismo.

Sarebbe necessario, vista la contrarietà del Veneto senza distinzioni di provenienza politica, che i parlamentari e i ministri veneti del Governo Draghi, meglio se corroborati dal sostegno di qualche rappresentante emiliano-romagnolo, facessero sentire il peso della contrarietà a nuove ricerche marine o terrestri, magari consolidandola in un divieto legislativo che ne sancisca la definitiva fine.

Val la pena barattare un filo di gas con danni ingenti a territorio, turismo e pesca?".

 
Articolo di Venerdì 14 Maggio 2021

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