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CENTENARIO

Giovanni Cenacchi “Stagnadìn”, precursore dell’e-commerce, ricomincia da 100

Iniziò a lavorare a 15 anni portando con la bicicletta per le campagne di Stienta (Rovigo) gli alimentari e raccogliendo stracci, ferro vecchio e tutto quello che si commerciava a quel tempo

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STIENTA (Rovigo) – L’aria del Polesine sembra favorire la longevità, questo almeno si evince dal moltiplicarsi di centenari, alcuni dei quali in sorprendente forma. È il caso di Giovanni Cenacchi detto “Stagnadìn” (soprannome forse originato dall’attività di qualche suo avo e che accompagna la sua “casata”).

Stientese doc, nato l’11 maggio del 1921 in località Zampine dove vive tuttora, il “nostro Giovanni”, come affettuosamente lo chiama il vicesindaco Riccardo Malavasi che lo conosce da sempre, ha esercitato la professione dell’ambulante alimentare di contrada in contrada fino a 71 anni. Iniziò a lavorare a 15 anni portando con la bicicletta per le campagne stientesi gli alimentari e raccogliendo stracci, ferro vecchio e tutto quello che si commerciava a quel tempo.  Passò poi alla ‘garavàna’ (carovana), due carretti trainati da un cavallo che conosceva a memoria i giri da fare ogni giorno, anche senza comandarlo. Si motorizzò negli anni sessanta, con un furgone opportunamente adattato e continuò con il suo mitico Fiat 238 finché, nel dicembre del 1992, si ritirò. Con sua moglie Stella Argentina (venuta a mancare quattro anni fa) formava una bella coppia e insieme gestivano un negozio alimentare alle Zampine. “Stagnadìn” ha comunque guidato l’automobile fino ai 90 anni.

Fu un precursore del porta a porta e,  come argutamente ha rilevato il vicesindaco, corsi e ricorsi storici, “Cenacchi con la consegna a domicilio, ha anticipato in qualche modo l’e-commerce”.

Secondo Riccardo Malavasi, il festeggiato deve la sua invidiabile forma alla genetica, all’equilibrio alimentare (mangia di tutto, però, senza esagerare), all’assenza di vizi (smise di fumare a 50 anni) e all’esistenza regolare. Anche se lamenta qualche acciacco alle gambe che ne rallenta l’andatura, vive in piena autonomia con un figlio e dorme al piano superiore dell’abitazione. La lucidità mentale è il suo forte, perché come avrebbe spiegato al Vicesindaco “La bottega è una scuola di vita e, mettendoti in relazione con tante persone, ti aiuta a rimanere mentalmente vivo”. Persona mite e molto rispettosa, Cenacchi si è comunque sempre fatto ben volere da tutti. Costretto dall’emergenza pandemica ad una vita più ritirata,  lamenta la mancanza delle partitine a carte con gli amici e le quotidiane escursioni in piazza per leggere il giornale ma,  con l’ottimismo che lo contraddistingue, Giovanni “Stagnadìn” già pensa a cosa farà nel dopo Covid-19.

Con qualche giorno di ritardo, dunque, ma con grande calore umano ha ricevuto dal sindaco Enrico Ferrarese e dal vicesindaco Riccardo Malavasi una pergamena celebrativa incorniciata, alla presenza dei suoi due amati figli Claudio e Giorgio. E, a conferma della sua voglia di vivere, al momento della foto ricordo, ha voluto togliere la mascherina perché, come ha riferito Malavasi, “…a voi che as veda ben la me faza” (voglio che si veda bene la mia faccia).

Infine, “Stagnadìn” ha congedato le autorità convenute con un gioviale arrivederci per il prossimo compleanno.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Mercoledì 26 Maggio 2021

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