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INSULTI ED ODIO IN POLITICA

La mozione delle consigliere di opposizione di Rovigo viene ignorata dalla maggioranza

Valentina Noce insieme alle colleghe Sabrina Magon, Monica Gambardella e Silvia Menon avevano presentato una mozione a contrasto dell'uso di un linguaggio d’odio in politica, ma il consiglio comunale, a maggioranza, è stato chiuso prima di presentarla

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ROVIGO - “Ecco cosa è la democrazia per questa maggioranza: mettere il bavaglio alla minoranza.” Sono le durissime parole di Valentina Noce, prima firmataria insieme alle consigliere di minoranza Sabrina Magon, Monica Gambardella e Silvia Menon, della mozione “azioni di contrasto al linguaggio d’odio” che era stata posta come penultimo punto all’ordine del giorno nel Consiglio comunale.
Per la consigliera leghista “si sono calpestati i diritti delle consigliere dell’opposizione che avevano proposto una mozione contro l’hate speech in politica. Con l’espediente di una votazione, decisa dopo un’ora e mezza di dibattito, voluta dalla maggioranza solo per porre termine al consiglio comunale. Ebbene in una sola mezz’ora quella mozione si sarebbe discussa e votata”.

Dopo una lunga attesa in cui il segretario comunale interpretava il regolamento per capire se si dovesse proseguire con l’ordine del giorno, andare in prosecuzione il giorno seguente come da convocazione ovvero rimettere la decisione al presidente del consiglio, è stata messa improvvisamente ai voti la chiusura del consiglio comunale prima del suo termine, evitando la trattazione della mozione e delle interrogazioni e interpellanze.

Così continua Noce: “La maggioranza si è sottratta al voto sulla mozione facendo cadere il consiglio comunale, dopo numerose richieste di tutela dei diritti delle minoranze. Ora approfondiamo nelle giuste sedi la legittimità di quanto accaduto ieri sera. Mettendo sotto la minoranza, si è privata l’opposizione di ogni garanzia sul confronto democratico in aula.”

Il motivo del fuggi-fuggi per la consigliera Noce è lampante: “L’imbarazzo dei consiglieri di maggioranza era evidente, anziché affrontare una mozione identitaria hanno preferito svignarsela, svelando tutta la loro vergognosa incoerenza.
Dopo aver votato mozioni sui diritti umani, dal popolo curdo a Patrik Zaki passando per la Segre, il rifiuto di assumere un atto di responsabilità, cioè l’impegno che quanto avvenuto in casa nostra, con la campagna d’odio che ha visto coinvolte figure politico istituzionali della città, non accada più, ha mostrato a tutti i cittadini il vero volto di questi consiglieri. Il Sindaco non ha mai preso la parola, zitto e inerte, praticamente sparito. Vadano dunque a togliere gli striscioni per Regeni e Zaki che sventolano dalle finestre di palazzo Nodari, rappresentano solo il baluardo della loro ipocrisia”.

Parole dure anche da Sabrina Magon, consigliera della Lega: "Abbiamo assistito all'ennesimo teatrino vuoto, un'ora e mezza persa per chiudere in anticipo il consiglio con la scusa che era tardi. Erano le 21.30, a fronte di consigli durati a notte fonda. Era l'occasione per mostrare compattezza e unitarietà di intenti e invece è stata una figuraccia terribile per chi si professa paladino dei diritti ma poi non li mette in pratica".

Con la chiusura anticipata del consiglio, la mozione verrà messa al primo punto del prossimo consiglio previsto il 15 giugno: “Cosa serviranno 14 giorni in più per affrontare un tema universale che doveva avere l'unanimità del consesso? Cosa deve succedere in questi 14 giorni?” - si chiede Silvia Menon, che così commenta: “Quello che invece è successo è una prevaricazione dei diritti della minoranza di presentare mozioni, che per forza numerica della maggioranza potranno venire rinviate al futuro, evitando quelle scomode. Cosa ci sia di scomodo nel dire No al linguaggio d'odio non è dato sapere. Di sicuro questa maggioranza è tanto brava nella teoria della democrazia ma non nel metterla in pratica.”

Interviene anche Monica Gambardella, per condannare all’unisono il comportamento della maggioranza: “Alcune battaglie non hanno colore, eppure ieri sera in consiglio comunale non abbiamo visto la chiara volontà di questa amministrazione di mantenere in maniera  trasparente e coerente una posizione moderata e rispettosa dei diritti democratici di espressione del libero pensiero. Paradossalmente dopo tante dichiarazioni e l'invito al buon esempio rivolto dallo stesso consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze. Le donne dell'opposizione hanno voluto solo richiamare i valori costituzionali, perchè Rovigo capoluogo dia una buona e credibile immagine, senza inutili bagarre mediatiche. Il sindaco ieri sera, dopo essere intervenuto sul bilancio, è stato stranamente silenzioso.”
Articolo di Martedì 1 Giugno 2021

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