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Tra pianti liberatori e gioia infinita, Rovigo riscrive la storia

Euforia alle stelle per i protagonisti dello scudetto della Rugby Rovigo, una finale vietata ai deboli di cuore. I commenti del presidente Zambelli, capitan Ferro, Lubian, Bacchetti, Menniti-Ippolito e Antl

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PADOVA - E’ successo l’imponderabile, quello che ogni tifoso rossoblù attendeva da 10 anni. Giocare una finale scudetto a Padova, e vincerla all’ultimo minuto. Per chi c’era al Plebiscito, l’urlo di gioia del pubblico, dopo la meta assegnata da Mitrea, racconta tutte le emozioni e la frustrazione del popolo rossoblù. 10 anni di rospi mandati giù, una finale persa al Battaglini spazzata via il 2 giugno 2021 in pochi interminabili secondi.

“E’ una gioia infinita, un cerchio che si chiude 10 anni dopo - commenta il poliziotto Andrea Bacchetti - aspettavo questo momento, lo sognavo, ora si è realizzato. Vincere qui è qualcosa di storico, oggi abbiamo fatto qualcosa di grande, forse irripetibile. Ringrazio il Questore Raffaele Cavallo e tutto l’ufficio di Gabinetto della Questura per il supporto”.

“Ce la siamo meritata tutti - ha commentato emozionato il patron del Rovigo, Francesco Zambelli - l’allenatore, i giocatori, i tifosi. E anche la Società che l’anno scorso ha continuato nonostante l’incertezza da Covid, in attesa non si sa di che cosa. Attesa comunque che è stata ripagata oggi. Ancora bravi a tutti i ragazzi, dal primo all'ultimo”. 

In lacrime in mezzo al campo Andrea Menniti-Ippolito, grande ex di turno, con il Petrarca aveva conquistato lo scudetto anche nel 2018 proprio al Plebiscito. “"Ho pianto e mi sono sfogato. Ho buttato fuori un po' di emozioni accumulate in questi 10 giorni in attesa di questa finale importante per me, per la Società, per la città, per i ragazzi che hanno lavorato davvero sodo in questo anno. Abbiamo dimostrato di avere carattere vincendo all'ultimo minuto, è stato qualcosa di speciale. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto ma devo dire che ho avuto la fortuna di avere, sia a Padova che a Rovigo, dei compagni di squadra incredibili con cui si è riusciti a lavorare nel modo giusto e a fare la differenza". 

A corrergli incontro Diego Antl, entrambi lasceranno la FemiCz Rovigo, il loro abbraccio ha emozionato tutti “Abbiamo fatto tutti gli sbagli che potevamo fare oggi, nonostante ciò l'abbiamo portato a casa. Contro tutti e contro tutto, e basta. Un saluto a tutti quelli che godono quando il Rovigo perde, è grazie a loro tutto questo". 

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Capitan Matteo Ferro è il protagonista indiscusso degli ultimi due scudetti vinti dalla FemiCz Rovigo, nel 2016 al Battaglini con il Calvisano, nel 2021 a Padova contro il Petrarca "Dal 2016 ad oggi non c'è nessuna differenza, siamo campioni d'Italia. Contava vincere, abbiamo vinto e qua a Padova ha un sapore diverso. Dopo la sconfitta al ritorno ho raccontato a tanti la storia del 2011 e ho detto a tutti ' Rovigo quell'anno ha vinto tutte e due le semifinali e poi ha perso in casa la finale, e da lì ho pensato che saremmo arrivati in finale, qui. Ce la siamo goduta e meritata". 

Non ci sono più aggettivi per descriverlo, per noi semplicemente è “monumento”. Bisognerebbe clonarlo, e probabilmente non sarebbe sufficiente, Edo Lubian è semplicemente unico, l’emblema della rodiginità, anche lui c’era in quella maldetta finale del 2011, e questa volta non ha dovuto placcare nessuno dopo la partita.

"E' stata una guerra, niente da dire, sino all'ultimo secondo. Vincere qua a Padova? Abbiamo scritto una pagina di storia. Abbiamo chiuso un cerchio dal 2011. Nel secondo tempo ce la siamo fatta un po' sotto perchè sapevamo che loro avevano una difesa altamente performante, quando entrano nei 22 metri è difficile poi venirne a capo. Grazie Greeff, X Factor si chiama questo". 

Articolo di Mercoledì 2 Giugno 2021

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