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NUOVO TRIBUNALE

Il progetto del nuovo tribunale sarà deciso a Roma. I socialisti auspicano che si realizzi un piano di tutta l'area, ex caserma VVFF compresa

La federazione polesana del PSI spera che l'intervento della nuova Cittadella di giustizia a Rovigo interessi tutta l'area tra il Duomo, via Badaloni e Sacro Cuore

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ROVIGO - La compatibilità urbanistica ed edilizia tra la prevista realizzazione della nuova sede del tribunale e il comparto dell’ex caserma Gattinara, è un argomento che ha coinvolto in modo acceso il recente dibattito politico.
"Poche sono state le voci che si siano impegnate a chiarirne gli aspetti tecnici - afferma la federazione rodigina del PSI - Purtroppo usando un antico adagio “si sono fatti i conti senza l’oste”. Per essere più espliciti non si è considerato che nella migliore delle ipotesi ogni scelta progettuale verrà presa a 450 km da noi e al tavolo delle decisioni non siederanno certamente nè i politici né, tantomeno, i tecnici locali".


"Tuttavia la città e la sua amministrazione in testa hanno uno strumento eccezionale: ricondurre entro i limiti accettabili della “sostenibilità urbanistica” un intervento che potrebbe stravolgere i delicati equilibri di un comparto (via Badaloni, piazza Duomo e vicolo Donatoni per intenderci), già segnato da interventi sconsiderati che hanno più volte violato le antiche mura cittadine. Ricucire gli strappi causati da questi interventi è prioritario" affermano i socialisti.

"E' indispensabile una riorganizzazione della viabilità e degli spazi, privilegiando dove possibile le aree verdi al posto di edifici dismessi, come ad esempio tutta l’area della ex Caserma dei Vigili del Fuoco. Non dimentichiamo che da sempre, o comunque negli ultimi vent’anni, quella che fu la parte “diocesana” della città storica, con la sua indubbia bellezza, ha perso nella sua vita funzionale ogni ruolo, sia dal punto di vista residenziale che commerciale. Come procedere? - si chiede la federazione polesana del PSI - Con gli strumenti che la normativa offre, compresa anche l’ipotesi che l’intera area sia interessata da un piano di comparto progettato ad hoc. Per quanto riguarda il tribunale ricordiamo che le attività connesse possono svolgersi in un contesto edilizio “diffuso” ed a basso impatto. Oggi, come in futuro, anche la giustizia, che speriamo presto riformata, si celebrerà e si amministrerà, per quanto possibile, negli spazi digitali piuttosto che nelle aule austere di un fabbricato multipiano a pochi metri dalle torri cittadine".   
Articolo di Giovedì 3 Giugno 2021

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