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FIERA GAVELLO

Gavello prova a ripartire dal Santo Patrono del paese, la Beata Vergine delle Grazie

Nonostante la situazione dovuta alle restrizioni da Covid-19, il comune di Gavello (Rovigo) vuole ripartire al meglio con una delle feste più importanti del proprio territorio

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GAVELLO (Rovigo) - Nel pomeriggio del 31 maggio la piccola comunità di Gavello, da sempre devota alla Madonna delle Grazie, si è riunita per la messa in onore appunto della santa patrona cercando di trovare uno spiraglio di normalità nella situazione pandemica che si sta vivendo da più di un anno.

Prima della conclusione della cerimonia, concelebrata oltre che dal parroco di Gavello Don Luca Busetto, da due sacerdoti originari del paese Don Alex Miglioli e Don Fabio Bolognesi e dai due parroci che si sono avvicendati a Gavello Don Adriano Montorio e Don Patrizio Boldrin, la statua della Madonna è passata per alcune vie del paese per una simbolica benedizione dell’intero territorio, senza concorso di popolo, come previsto dalle attuali norme anti Covid-19.

Grazie ad un gruppo di volontari la statua della Beata Vergine delle Grazie è stata portata a braccio fuori dalla chiesa dove, adagiata su un carretto preparato con drappi rossi contornato da splendide decorazioni florali, è transitata in via Ballotta, via IV Novembre e via Matteotti, addobbate appositamente dai residenti con stendardi di vari colori e fiori per onorare il passaggio dell’amata Patrona.

“Toccante è stato il momento in cui, davanti al cimitero - dice Don Luca - ho rivolto una preghiera per i nostri defunti che vi riposano e per chi ci ha lasciato a causa di questa terribile pandemia. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla solennità della cerimonia e a tutto il paese per la sentita partecipazione”.

I festeggiamenti per la Patrona di Gavello risalgono a tempi antichi ed è sempre stato un appuntamento aspettato con gioia da tutti i gavellesi e non solo. Si spera che questo piccolo gesto possa essere il primo passo per recuperare la vita di comunità che si era soliti respirare in un paese, dove tutti si conoscono e dove si sente proprio la mancanza della vicinanza o di un semplice sorriso.
Articolo di Venerdì 4 Giugno 2021

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