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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

Italia Nostra contesta il Governo sulla coltivazione del giacimento Teodorico: "autorizzazione in disprezzo dei divieti di Legge"

Fabio Bellettato da Rovigo ottiene l'appoggio del presidente nazionale Ebe Giacometti contro la trivellazione davanti alle coste di Veneto ed Emilia Romagna

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ROVIGO – E’ stata sottoscritta anche dal presidente nazionale di Italia Nostra Ebe Giacometti la comunicazione formale della sezione di Rovigo guidata da Fabio Bellettato indirizzata al Governo ed alle regioni Veneto ed Emilia Romagna. Bellettato contesta l’autorizzazione ambientale rilasciata dai ministri Franceschini e Cingolani alla “coltivazione”  giacimento Teodorico situato nel Mare Adriatico zona A presentato da Po Valley Operations pty Ltd.

"Non si può fare e non dovrebbe essere fatto perchè viola la Legge, ma se proprio volete farlo dovete pretendere garanzie ingentissime e straordinare per il territorio contro il più avverso degli eventi immaginabili" fa intendere l'associazione ambientalista Italia Nostra nella sua comunicazione formale a Regioni, Mibact e Superministero della Transizione ecologica.

In prima battuta Bellettato rileva che l’autorizzazione concessa viola il divieto dell'art. 6, comma 17, d.lgs. 152/2006, in seconda battuta, ovvero qualora vi fossero deroghe, al momento non conosciute, invita a richiedere le garanzie economiche dell'art. 38 DL 133/2014 in una ottica di indennizzo del maggior danno possibile al territorio.

“Si esprime innanzitutto il proprio fermo dissenso per il rilascio del decreto di compatibilità ambientale 29.03.2021 prot. 5979 per ragioni di manifesta insostenibilità ambientale dell'intervento sia sotto il profilo generale, essendo inaccettabile con la transizione energetica l'apertura di ulteriori giacimenti di fonti fossili, che in relazione agli impatti locali, tanto in termini di rischio di subsidenza che di impatto sulla biodiversità” esordisce Bellettato, presidente della sezione rodigina di Italia Nostra.

“Si evidenzia poi il netto contrasto del progetto con l'art. 6, comma 17, d.lgs. 152/2006, essendo il giacimento a distanza inferiore ad 1 Km dal Sic Marino dell'Alto Adriatico. Si invitano pertanto le S.S.L.L. a prendere atto di tale ultima violazione del divieto legislativo e quindi a denegare gli atti di assenso di competenza per il rilascio della richiesta concessione di coltivazione”.

“Tanto premesso, nella denegata ipotesi che, in violazione del predetto divieto, si intenda comunque rilasciare la concessione di coltivazione del giacimento – aggiunge Bellettato - si richiamano le S.S.L.L., ciascuna per la proprie competenze, alla puntuale verifica di quanto questa associazione aveva già segnalato con le proprie osservazioni in sede di Via del 31 luglio 2017, ossia al rigoroso rispetto dell'art. 38 D.L. 133/2014 secondo cui il rilascio del titolo concessorio alla coltivazione del giacimento "è subordinato alla presentazione di idonee fideiussioni bancarie o assicurative commisurate al valore delle opere di recupero ambientale previste" (comma 6, lett. c). Inoltre è prescritto che "Il rilascio di nuove autorizzazioni per la ricerca e per la coltivazione di idrocarburi è vincolato a una verifica sull'esistenza di tutte le garanzie economiche da parte della società richiedente, per coprire i costi di un eventuale incidente durante le attività, commisurati a quelli derivanti dal più grave incidente nei diversi scenari ipotizzati in fase di studio ed analisi dei rischi"

Inutile soggiungere che la mancata preventiva acquisizione dalla Società richiedente di adeguate fidejussioni bancarie ed assicurative commisurate al recupero ambientale dell'area e ad altrettanto adeguate garanzie economiche commisurate al più grave incidente ipotizzabile, anche in termini di danni ambientali, di subsidenza, di danni alle opere idrauliche e di bonifica, oltreché alle attività economiche e turistiche, espone le Autorità competenti ad ogni conseguente responsabilità”.
Articolo di Sabato 5 Giugno 2021

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