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I SEGRETI DEL BENESSERE

Il grasso fa male alla salute e vi spiego il perchè

La rubrica del dott. Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana, specializzato in Scienza dell’alimentazione, fa il focus sul grasso corporeo che, se in eccesso, incide pesantemente sulla qualità della vita delle persone

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ROVIGO - Dito puntato sul grasso, una delle componenti del peso corporeo (assieme a ossa, muscoli e acqua), il tanto vituperato tessuto adiposo che crea infinite preoccupazioni a tanti individui.
Innazitutto dobbiamo confermare che tali preoccupazioni sono più che fondate, soprattutto quando la percentuale di grasso corporeo è elevata: questa quota non deve essere superiore al 15% del peso corporeo nell'uomo ed al 24% nella donna. Si parla poi di obesità quando il grasso corporeo supera il 26% del peso corporeo nell’uomo e il 32% nella donna: le percentuali di grasso corporeo che stanno in mezzo, fra quota normale e obesità, sono definite come “sovrappeso”.

L’aumento di peso viene classicamente associato ad un aumento del grasso corporeo: se tale associazione è valida nella maggior parte dei casi non lo è sempre in quanto un peso superiore alla norma è presente anche in sportivi molto “muscolati”, ma in questo caso l’aumento di peso è dovuto a un’elevata percentuale corporea di muscolo.
Come fare quindi a capire quando un soggetto è in sovrappeso o obeso? Una normale vista medica può permettere la diagnosi, mentre per conoscere la percentuale di grasso corporea occorre rivolgersi ad un centro o ad uno specialista che possa eseguire l’analisi plicometrica o
bioimpedenziometria.

Ma da che cosa è causata l’obesità?
L‘obesità è causata in circa il 30% dei casi da fattori genetici, in altri da fattori psicologici e socio-ambientali: sta di fatto che in tutti i casi l’aumento di peso è dovuto ad uno squilibrio fra un’elevata assunzione di calorie (esagerata introduzione di cibo con l’alimentazione) da un lato e da una scarsa spesa energetica, intesa come scarsa/nulla attività fisica dall’altro. In altre parole si mangia in modo eccessivo, più di quello che sarebbe sufficiente in rapporto all’attività fisica svolta: l’organismo assume gli alimenti in maniera eccessiva e li trasforma in tessuto energetico “di riserva”: il grasso. Il grasso è quindi un tessuto di riserva che il nostro organismo si è abituato a formare nel corso dell’evoluzione per garantire la vita in periodi di carenza alimentare, cosa che nella società attuale accade raramente. Si tratta di un tessuto inerte che non consuma calorie ma pesa e quindi contribuisce a determinare il peso corporeo insieme a osso, muscolo e acqua.


L’aumento del grasso corporeo è di solito male accetto perché determina una brutta immagine del proprio corpo: in realtà il lato estetico, sebbene molto importante per l’aspetto psicologo che riveste per molte persone, non è certo il motivo principale della sua “cattiva fama”. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’eccessivo accumulo di grasso corporeo una condizione anormale o che presenta un rischio per la salute, ciò perché esiste una relazione provata fra aumento del grasso corporeo e una maggiore mortalità e morbilità: in altre parole i soggetti in sovrappeso/obesi muoiono prima e hanno più malattie. Infatti i soggetti obesi sono a maggior rischio per lo sviluppo di svariati disturbi che comprendono malattie quali dislipidemie (alti livelli di colesterolo e trigliceridi), malattie cardiovascolari (ictus e l'infarto), ipertensione arteriosa, diabete, malattie respiratorie (le apnee notturne), problemi da sovrappeso a carico delle articolazioni (dolori causati da artrosi alle ginocchia, alle anche e alla schiena), disturbi ginecologici (es. irregolarità mestruali, complicanze in gravidanza, tumore endometriale dell’utero, tumore della mammella), infertilità, disturbi della sfera sessuale (impotenza), possibile sviluppo di malattie dell'apparato digerente (es. reflusso gastroesofageo, calcoli della colecisti, tumore colorettale e della colecisti), disturbi dell'umore (es. depressione).

Particolare importanza per la salute riveste l’obesità pediatrica e dell’adolescente perché questi soggetti sono sottoposti ai suddetti fattori di rischio già in giovane età e perché un adolescente obeso sarà facilmente un adulto obeso. In generale la qualità di vità di un soggetto in sovrappeso è molto scarsa: l’eccesso di peso comporta una maggior fatica per compiere qualsiasi movimento giornaliero (si pensi anche il solo salire le scale) e le malattie associate (cardiache e respiratorie) complicano ulteriormente le attività fisiche quotidiane e comportano ulteriori problemi come la necessità di assunzione cronica di farmaci.
In conclusione si può dire che il soggetto obeso conduce sicuramente una vita più complicata e difficile, si ammala di più e muore prima (in media 7-10 anni).
dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Domenica 6 Giugno 2021

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