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CASA DEL SORRISO

Una situazione finanziaria prossima al collasso

Un bilancio votato solo in tre, con un voto contrario, lascia molto perplessi il Comitato dei Familiari della Casa del Sorriso di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) – C’era d’aspettarselo e puntualmente, il 9 giugno, il Comitato Familiari della Casa del Sorriso di Badia Polesine ha fatto sentire la sua voce dopo l’approvazione del bilancio e la determinazione delle nuove rette, entrambi approvati il 31 maggio scorso, con la pesante assenza di due consiglieri su cinque.

Se da un lato il Comitato ha apprezzato la decisione di ridurre le rette per alcune categorie di ospiti, dall’altro manifesta le proprie perplessità, “sull’adeguatezza del Consiglio di Amministrazione” nel gestire una situazione finanziaria prossima al collasso.

“Ci fa piacere che la richiesta iniziale di non aumentare le rette fatta dal Comitato sia stata accolta – dicono in un comunicato affidato a facebook - cambiando impostazione rispetto a quella annunciataci nelle scorse settimane”. Tuttavia i familiari avrebbero preferito che la riduzione fosse estesa a tutte le categorie. Quella per i dozzinanti (libero mercato) a oggi, costa 98 euro al giorno, pari a circa 3000 euro al mese. “Siamo sempre convinti che la maggior parte dei nostri pensionati non abbia tale somma e che questa retta ponga dei limiti nella scelta della nostra casa di riposo” commentano quelli del Comitato.

Detto questo, il Comitato dei familiari inevitabilmente affronta quello che è sulla bocca di tutti: ovvero le crepe che ci sarebbero all’interno del CdA, non più occultabili. Alla luce di una situazione economica disastrosa e con un deficit che potrebbe portare al commissariamento, non può passare inosservato, scrivono i familiari, che la consigliera Anna Scanavacca è sempre assente. Nella seduta di approvazione del bilancio, certamente non una qualsiasi o di ruotine, mancava anche il vice presidente Daniele Rossi.

Di fatto su 5 membri tre erano presenti e solo due, il presidente Tommaso Zerbinati e la consigliera Carlina Valle hanno approvato il bilancio, il terzo, Adino Rossi, ha addirittura votato contro.

“Ci chiediamo, conclude il post,  se questo sia il modo corretto per gestire un ente così importante”.

Come anticipato nell’articolo del 4 giugno scorso, dalla lettura degli atti emergono i dubbi sulla realizzazione delle entrate ipotizzate. Dubbi espressi anche dal Revisore che ritiene “utopistico” il presupposto raggiungimento dei 161 ospiti con la riapertura del nucleo Turchese, oggi chiuso per assenza di richieste d’ingresso, tanto più che adesso i presenti sono 119. Una preoccupazione sostanzialmente condivisa anche dal Direttore, in considerazione della cronica e strutturale carenza di impegnative di residenzialità di primo livello.

Di fatto non viene rispettato il principio del pareggio di bilancio che sta alla base della gestione economico patrimoniale dell’Ente e, nonostante  le attenuanti evocate in considerazione della pandemia Covid-19, il Revisore esprime parere “non favorevole”, anche perché la situazione implica dei dubbi sul presupposto della continuità aziendale.

Al cronista non resta che registrare come da mesi si rincorrono le voci sui presunti mal di pancia all’interno dei vertici della Casa che, nelle parole di qualche esponente politico (non solo di minoranza), a microfoni spenti diventano certezze su uno scollamento in atto. E si sa che quando “radio scarpa” va in onda le chiacchere corrono veloci e, fra gossip, sfoghi, scambio di opinioni si rafforza la convinzione andreottiana che “…a pensar male (forse) si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Venerdì 11 Giugno 2021

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