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Fois: "Bene la rioccupazione dopo la pandemia secondo il Sostegni bis, ma criticità"

L'avvocato Fulvia Fois spiega il contratto di rioccupazione con le agevolazioni per i datori di lavoro dal 1 luglio al 31 ottobre 2021

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Care lettrici e cari lettori, 

questa settimana voglio parlare con voi di una NOVITA’ che potrebbe davvero aiutare tutti coloro che, a causa della pandemia, hanno perso il proprio posto di lavoro.

Il Decreto “Imprese, Lavoro, Giovani e Salute”, meglio conosciuto come Decreto Sostegni bis ha introdotto per il periodo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021 il cosidetto contratto di rioccupazione ovvero un’agevolazione di carattere contributivo che mira ad incrementare l’occupazione e la riqualificazione professionale dei soggetti disoccupati offrendo vantaggi ai datori di lavoro.

Si tratta, per la precisione, di un tipo di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diretto a incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in stato di disoccupazione che abbiano manifestato la propria disponibilità al lavoro.

La misura si presenta in realtà come un non troppo celato tentativo di arginare quelli che potrebbero essere i nefasti esiti della fine del cosiddetto blocco dei licenziamenti che è stato prorogato al 28 agosto 2021 ed a seguito del quale si prevede una vera e propria strage di posti di lavoro.

La stipula del contratto è subordinata allo svolgimento, da parte del dipendente, di un periodo di formazione di 6 mesi necessario e finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al nuovo contesto lavorativo.

Una volta terminato il periodo formativo di 6 mesi, il dipendente e il datore di lavoro potranno scegliere se recedere dal contratto o farlo proseguire: in quest’ultimo caso si darà vita ad un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

E qual è il beneficio per chi assume?

Qualora il datore di lavoro decida di assumere a tempo indeterminato il lavoratore con il meccanismo del contratto di rioccupazione, egli avrà diritto, per un periodo massimo di 6 mesi, allo sgravio del 100% dei contributi a suo carico nel limite massimo di 6.000 euro su base annua ed esclusa la contribuzione INAIL.

Occorre però fare attenzione, infatti se il datore di lavoro licenzia il dipendente durante o al termine dei 6 mesi formativi oppure, nei 6 mesi successivi, per giustificato motivo oggettivo, licenzi un altro dipendente con lo stesso inquadramento e appartenente alla stessa unità produttiva, il datore perderà il diritto alle agevolazioni ed anzi dovrà “restituire” le agevolazioni di cui ha beneficiato.

Lo sgravio, in realtà spetta a tutti i datori di lavoro privati ad esclusione di quelli operanti nel settore agricolo e domestico.

Oltre a ciò, va infine ricordato che sono altresì esclusi dalle agevolazioni contributive:

• I Datori di lavoro che nei sei mesi precedenti abbiano proceduto a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo
• I Datori di lavoro che nei sei mesi precedenti abbiano attuato procedure di licenziamento collettivo nell’ambito dell’unità produttiva presso cui intendono assumere il nuovo dipendente
• Gli enti della Pubblica Amministrazione.

COSA NE PENSO IO?

Credo che il contratto di rioccupazione sia una buona iniziativa che tuttavia non nasconde profili di criticità.

Occorre infatti considerare che si tratta di una misura sperimentale ed emergenziale - una sorta di “paratia” appositamente costruita per contenere l’ondata di disoccupazione che deriverà dal via ai licenziamenti previsto per il prossimo 29 agosto – e, come si sa, la celerità non è sempre sinonimo di qualità e di adeguatezza.

V’è da chiedersi se davvero la promessa di una decontribuzione di così breve durata e comunque limitata nell’ammontare annuo sia di per sé sufficiente a determinare migliaia di datori di lavoro, già allo stremo delle forze, ad impiegare ulteriori energie per la formazione – non sempre ripagata – di nuovo personale a tempo indeterminato, i cui costi, giustamente, dovranno essere prima o poi dagli stessi sostenuti.

Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com.

 

Avvocato FULVIA FOIS

Articolo di Domenica 13 Giugno 2021

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