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CULTURA

Massimo Carlotto ospite dal vivo al Microfestival delle storie

L’intervista a Massimo Carlotto, condotta dal vicesindaco di Polesella (Rovigo) Consuelo Pavani, sarà anche l’occasione di avere presenti altri due scrittori padovani, già ospiti del MicroNerofestival

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POLESELLA (Rovigo) - Un evento in presenza allestito nel parco di villa Morosini a Polesella. Domenica 27 giugno, alle 21, Massimo Carlotto sarà ospite del Microfestival delle storie, serata organizzata dal Comune di Polesella in collaborazione con Teradamar, nell’ambito della rassegna culturale che promuove incontri con autori del panorama nazionale.

Lo scrittore padovano, maestro del noir e padre del personaggio dell’Alligatore, ha recentemente pubblicato E verrà un altro inverno, Rizzoli, un romanzo implacabile sull’Italia profonda che svela i segreti delle doppie vite e l’inconfessabile ferocia della brava gente.

L’intervista a Massimo Carlotto, condotta dal vicesindaco di Polesella Consuelo Pavani, sarà anche l’occasione di avere presenti altri due scrittori padovani, già ospiti del MicroNerofestival, Carlo Callegari ed Heman Zed che interverranno alla presentazione. Domenica 27 giugno sarà inoltre possibile visitare villa Morosini.

L'evento è su prenotazione tramite il link: 

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-e-verra-un-altro-inverno-massimo-carlotto-microfestival-delle-storie-158640019569?utm_campaign=post_publish&utm_medium=email&utm_source=eventbrite&utm_content=shortLinkNewEmail

Scheda libro: Bruno Manera e Federica Pesenti sembrano una coppia felice. Lui è un ricco cinquantenne, lei di anni ne ha trentacinque ed è l’erede di una dinastia di imprenditori della “valle”, operoso distretto del Settentrione dove dominano i maggiorenti, l’élite dei capitani d’industria che ha costruito l’ordine del duro lavoro per tanti, del profitto per pochi e delle menzogne per tutti. Su insistenza di Federica, Bruno accetta di trasferirsi in paese, varcando la frontiera invisibile della provincia profonda. Ma quando Manera comincia a subire una serie di gravi atti intimidatori, la situazione precipita. Ad aiutarlo c’è solo Manlio Giavazzi, un vigilante dalla vita sfortunata, convinto che certe faccende vadano risolte tra paesani. Poi il caso gioca un tiro mancino e in una girandola di fulminanti colpi di scena scivoliamo nelle pieghe di un mondo marcio – il nostro – in cui l’amicizia è il vincolo di un’associazione a delinquere, l’amore una speculazione, il matrimonio un campo di battaglia, la solidarietà tra conterranei un patto d’omertà e la famiglia una connection criminale. Massimo Carlotto strappa la maschera a personaggi avvelenati dagli inganni delle loro doppie vite, perché l’avversario è chi ti dorme accanto e il nemico è colui di cui ti fidi. Nel segno della fatalità sovverte la logica del poliziesco, mostrando senza reticenze la ferocia inconfessabile della brava gente e inchiodandoci all’enigma che nessuna detection può risolvere: il mistero di chi siamo davvero.

Articolo di Martedì 15 Giugno 2021

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