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ARTE LOREO

Al via la personale "Attimi" di Alberto Cristini a Loreo

La mostra è esposta a Villa Aconetta nel comune loredano (Rovigo) e la sua inaugurazione ha visto la presenza del padrone di casa Bartolomeo Amidei

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LOREO (Rovigo) - Villa Anconetta a Loreo è stata la splendida cornice della personale “Attimi” di Alberto Cristini inaugurata alla presenza di un pubblico interessato ed elegante che ha rivolto un caloroso plauso alle opere dell’artista polesano.

Ad introdurre l’incontro è stato il gentilissimo padrone di casa, il senatore Bartolomeo Amidei, che si è detto felice di ospitare le suggestive e belle opere di Cristini e ha quindi ceduto la parola alla giornalista e scrittrice Angioletta Masiero che ha presentato la mostra in modo approfondito e coinvolgente.

“Arrivano tante diverse vibrazioni dai quadri di Cristini- ha detto la Masiero- vibrazioni delicate e ariose suscitate dai raffinati acquerelli e altre più intense e ardite provocate dalle opere raffiguranti i paesaggi del Delta e realizzate con gli acrilici nelle tonalità dell’ oro e dell’ocra".

"E’ un Delta rivisitato, invaso da una luce calda e dorata che lo trasfigura rendendolo fiabesco, quello che ci propone l’artista, - ha proseguito la relatrice- è una vibrazione che si fa atmosfera, lampo luminoso dove gli aironi assurgono a simboli di una natura libera, incontaminata e dal fascino incantatore. C’è ricchezza dell’attimo, ma quello del dipingere e non del costante confronto di somiglianza al vero. Vi è meditazione e ascolto in queste opere che raffigurano un Delta dell’anima".

"I ricordi culturali, più che presenza suggerente nel momento della stesura, sono percezioni da tempo maturate, sedimentate in accordi e predilezioni della memoria affettiva. Il riflesso dell’io dell’artista – ha continuato la scrittrice- non viene messo in scena, anzi troviamo che il sentimento di Alberto è un sentimento raccolto in una temporalità che è sempre interiore, o meglio, nella coscienza. Cristini accetta l’interiorizzazione dell’impatto immediato con ciò che lo sguardo riceve e vuol rivelare. Il giallo, l’ocra, emergono, si ostendono nell’infinita liquidità ed abbracciano lo sguardo".

"Vediamo così affiorare gli incanti della laguna, i respiri ancestrali e misteriosi delle golene, l’eleganza altera degli aironi e dei fenicotteri, la bellezza delle orchidee selvatiche. Affiorano paesaggi, angoli di Delta rivissuti nel mnemonico transeare dell’anima, e si sciolgono in impasti cromatici di grande pathos. Il ricordo, per Alberto Cristini, non è fuligginosa eco, ma riappropriazione di un vissuto".

"Quasi l’artista imbevesse la sagoma visiva in una tinozza carica di stupori emozionali e la stendesse ad asciugare alla luce nuova di un’acquisita consapevolezza. Queste splendide opere scandiscono tappe evolutive della crescita espressiva di Cristini. Sono ponti tesi su profondità inesplorate. I paesaggi dell’artista non sono dunque cartoline di viaggio, ma frammenti significativi di un iter esistenziale in continuo ed incalzante divenire".

"Le opere di Alberto non vanno solo osservate, vanno decifrate. Il codice di lettura non è quello cerebrale: sarebbe troppo semplice e poco impegnativo. Per entrare bisogna adagiarsi sul letto dell’inconscio, si devono sintonizzare le aritmie del cuore con lo sfumare delle cromie. La componente emotiva va a connotare ogni singola espressione stilistica. Vi è un’assoluta autonomia espressiva nei quadri di Cristini. Un’autonomia che diviene emblema di una ricerca in continua evoluzione, mai paga se non di nuove sfide e nuovi mari da affrontare. Quello di Alberto è un viaggio che oltrepassa ciò che si vede distintamente, per lasciare spazio a ciò che si intuisce tra le pieghe dei colori tra dissolvenze temporali".

Concludendo: "Le immagini pittoriche che ci propone l’artista sanno dare spazio e valore al pensiero di chi è chiamato a leggerle, e accolgono il fantasticare come atteggiamento ricco di potenzialità interpretative. Da ogni dipinto, sia acrilico o acquerello, può quindi scaturire una lettura a voce alta, eppure intima e personale, che consente di esprimere dimensioni solitamente in ombra, proiettandole sulla trama che il pittore ha tracciato sulla tela come specchio nel quale contemplare un riflesso della propria identità".
Articolo di Martedì 22 Giugno 2021

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