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NUOVO TRIBUNALE ROVIGO

Nonnato: "Demoliamo l'ex caserma dei Vigili del fuoco ed allarghiamo il giardino delle Due torri"

La scelta dell'ex questura come sede del tribunale, che secondo il rappresentante del Psi di Rovigo è da considerare un errore, potrebbe trasformarsi in opportunità per la cittadinanza

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ROVIGO - Giovanni Nonnato, rappresentante del Psi di Rovigo, ex assessore provinciale alla pianificazione urbanistica, considera un errore il fatto che sia Roma a dover decidere sulla pianificazione della città di Rovigo come sta accadendo per la sede del nuovo tribunale.

"Non per questo rinuncio a ricercare collaborazioni e soluzioni che possano produrre opportunità concrete per una città che è stata considerata più volte “incompiuta”.  Dopo avere subìto la scelta eterodiretta della collocazione del nuovo palazzo di giustizia nella ex sede della questura è ora possibile impostare un confronto aperto che possa offrire a questa soluzione un respiro strategico. Quel confronto che possa dare compiutezza organica ad una città che da secoli è divisa in due prima dall’Adigetto ed ora dal Corso del Popolo" afferma Nonnato.

"Finora, però, niente di tutto ciò, ma proposte messe in campo con grande autonomia da pezzi di istituzioni e da singoli. Non che questo sia vietato, ma di sicuro la strada per favorire solo protagonismi ed incomprensioni oltre che pericolosi irrigidimenti. In una visione di comparto e con un occhio al complesso della Città, riterrei opportuno invertire, stavolta, il senso della logica pianificatoria elaborata da Mario Botta. Trasformare ciò che era diventata una condizione di cultura in una di natura.

Si potrebbero anche evitare, in questo caso, quelle speculazioni già viste in passato che ipotizzavano tonnellate di cemento in un corpo ed in un contesto già costipato. E, allora, perché, ad esempio, non abbattere completamente le cubature esistenti nella ex caserma dei vigili del fuoco e dare continuità, quella possibile ovviamente, ai giardini delle Due torri realizzando uno spazio verde in più? E da lì partire per dare organicità alle due Rovigo, quella Diocesana e quella Laica.

Ma, allora, non diventerebbe il problema di pochi e di un pezzo, ma di tutta Rovigo".
Articolo di Martedì 22 Giugno 2021

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