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AUTORIZZAZIONI E DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

La rabbia dei pescatori: il Consorzio vince al Tar, ma la Provincia di Rovigo presenta ricorso e non rispetta la sentenza

Il ricorso al Consiglio di Stato di via Celio contro la sentenza del Tar sarebbe motivo sufficiente per non rilasciare le autorizzazioni di pesca non ottemperando a quanto stabilito dal tribunale. Timore anche per la proroga dei diritti esclusivi

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PORTO TOLLE (Rovigo) - “La vicenda è talmente assurda da non sembrare vera invece ci troviamo di fronti a fatti reali con un Ente pubblico che si rifiuta di eseguire una sentenza emessa da un Tribunale dello Stato Italiano” afferma sgomento il presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine Luigino Marchesini.

Il Tar del Veneto con sentenza n. 739 del 2021 ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, annullando il provvedimento di diniego del nulla osta del segretario generale della Provincia Maria Votta Gravina (LEGGI ARTICOLO).

Poiché la sentenza è esecutiva la Provincia deve rilasciare il nulla osta. Ciononostante, con nota del 21.06.2021, riscontrando la diffida inviata dai legali del Consorzio, ha comunicato allo stesso che “non si procede con il rilascio del nulla osta alle autorizzazioni di pesca..” - comunica il Consorzio di Scardovari - La motivazione addotta è che la Provincia ha conferito incarico ai propri legali di impugnare avanti il Consiglio di Stato la Sentenza pronunciata dal Tar del Veneto, chiedendo la sospensione dell’esecutività”.

“L’Ente pubblico espressamente rifiuta di eseguire una sentenza esecutiva – aggiunge il presidente Marchesini - Questo comportamento paradossale penalizza ulteriormente i pescatori in attesa di un permesso e dunque di un reddito, i quali anche di fronte ad un provvedimento del Tribunale amministrativo che annulla, in quanto illegittimi, i provvedimenti della Provincia non ottengono il tanto desiderato permesso di pesca.

L’ulteriore ed immotivato rifiuto della Provincia di Rovigo di rilasciare il nulla osta costringe il Consorzio ad adire nuovamente il Tribunale per ottenere l’adempimento di una sentenza alla quale non è stata data spontanea esecuzione, violando un obbligo.

E’ evidente che la Provincia non intende in alcun modo accettare la propria soccombenza e l’accertata illegittimità dei propri atti ed è disponibile a spendere ancora denaro pubblico per procrastinare le proprie ragioni, pur di non cedere di fronte al Consorzio.

Del resto la Provincia ha conferito l’incarico per l’appello al Consiglio di Stato, così come tutti gli altri incarichi relativi al contenzioso che hanno visto coinvolte le parti, ad avvocati esterni, pur disponendo di un ufficio legale interno alla struttura, sostenendo un esborso di €. 16.300,00 dalla casse pubbliche.

La Provincia non solo rifiuta di eseguire la sentenza emessa dal TAR, ma addirittura il Presidente paventa l’illegittimità della delibera provinciale con la quale è stata prorogata di anni 15 la convenzione conclusa con il Consorzio avente ad oggetto i diritti esclusivi di pesca, ingenerando un vero e proprio allarme sociale. E’ il caso di ricordare alla Provincia che i diritti esclusivi di pesca garantiscono un reddito a 1.460 pescatori oltre all’indotto per complessive 2000 addetti.

E’ sconcertante la leggerezza con la quale la Provincia tratta una questione di estrema importanza. La principale attività della Provincia di Rovigo viene contrastata con ogni mezzo”.

I legali del Consorzio evidenziano che “la sentenza del TAR mai ha qualificato come illegittima la delibera provinciale di proroga dei diritti esclusivi (questione estranea al giudizio relativo al rilascio dei permessi pesca), piuttosto ha confermato l’esatto contrario affermandone, allo stato, la piena legittimità. In caso contrario, il ricorso del Consorzio non sarebbe stato accolto, come invece è stato.

Testualmente infatti nella sentenza si legge “la Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 27 prot. 26789 del 18.10.2019 non si limita a dare atto della proroga…ma dispone la proroga della convenzione …sulla scorta della ritenuta sussistenza di speciale ed eccezionali circostanze. ..Il Provvedimento ..non può essere disapplicato della stessa amministrazione che lo ha adottato, occorrendo che intervenga in autotutela, se del caso, sospendendone gli effetti ai sensi dell’art. 21 -quater L.241/90.”

Articolo di Mercoledì 23 Giugno 2021

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