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TURISMO DELTA

Sebastiano Bruschi: "55 milioni di euro importanti per rilanciare i Parchi del Delta"

Il vice presidente del consorzio Delta Pool è soddisfatto di questa importante novità, ma al tempo stesso vuole spronare ancor di più i portatori d'interesse per fare il più in fretta possibile (Rovigo)

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PORTO TOLLE (Rovigo) - Nel mese di aprile il governo ha approvato il Recovery Plan ed in questi giorni la Commissione europea ha promosso il programma degli investimenti proposto dall’Italia.

Nel piano strategico grandi attrattori culturali composto da 14 progetti del valore di 1,46 miliardi, è inserito anche il Progetto integrato per il potenziamento dell’attrattività turistica delle aree del Parco del Delta del Po, Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, finanziato con 55 milioni di euro, 25 dei quali sembrerebbero di competenza del territorio Veneto e dovrebbero interessare: l’intermodalità ciclabile per il collegamento turistico e di fruizione culturale e ambientale, lo sviluppo dei cammini e delle ciclovie in collegamento con il sistema museale e la rete fluviale, il potenziamento dei percorsi turistico-naturalistici-escursionistici e del sistema di visita e di accoglienza dell’area del Delta del Po – Riserva di Biosfera MAB Unesco.

Sull’argomento interviene il vice presidente del Consorzio Deltapoolservice Sebastiano Bruschi, imprenditore alberghiero nel comune di Porto Tolle: “La notizia del finanziamento con 55 milioni di euro destinati ai Parchi del Delta ha registrato unanime consenso negli ambienti politici regionali e locali ed è sensazione diffusa che le opportunità rappresentate dalle risorse disponibili, siano un’occasione irripetibile per il rilancio del nostro territorio".

"La nostra rete di imprese, operanti nei diversi segmenti del turismo che hanno conosciuto più di altri gli effetti della pandemia, manifesta grande interesse per questa progettualità.
Già nella fase più acuta della crisi, il Consorzio ha investito per cogliere le opportunità finanziarie dell’Europa partecipando fattivamente al bando 334d della Regione Veneto con
il progetto il Sogno del Doge, che finanzia la promozione turistica del nostro Delta".

"Le nostre imprese – continua Bruschi - oggi sono pronte per partecipare anche a questa nuova straordinaria impresa. A più di un mese dalla notizia, però, registriamo un preoccupante silenzio dei principali soggetti portatori di interesse che saranno anche gli esecutori dei progetti, e con questo nostro intervento vogliamo provocare l’avvio di un proficuo dibattito sull’argomento, perché lo riteniamo strategico per il futuro della nostra economia integrata".

"Da sempre lamentiamo l’insufficienza delle strutture del nostro territorio: lo testimoniano la difficoltà per i turisti a raggiungere con mezzi pubblici i luoghi di destinazione nonché la
insufficiente connessione delle nostre ciclovie, che rappresentano un patrimonio unico ed inestimabile, riconosciuto a livello internazionale (lo testimoniano i moltissimi stranieri che
percorrono il nostro Delta)".

Proseguendo: "Lo straordinario incremento del fenomeno del “bike”, non può lasciarci indifferenti perché rappresenta l’occasione irripetibile per trasformare il nostro territorio. Nel segno della compatibilità ambientale che sarà predominiate nel prossimo futuro, si può realizzare un sistema “bike and boat”, per la visitazione slow del nostro territorio. Le piste ciclabili potrebbero raggiungere dimensioni tali da non avere concorrenti in Italia e forse in Europea e l’incremento delle presenze sarebbe uno straordinario contributo alla crescita di tutta l’economia del Delta del Po".

"Le connessioni possibili per mezzo della navigazione interna, assicurerebbero percorsi affascinanti immersi nel paesaggio che ha permesso il riconoscimento Mab Unesco. Le risorse andrebbero impegnate anche per rafforzare la partnership con il mondo della pesca e dell’agricoltura che con lo loro eccellenze, potranno aiutarci a migliorare l’accoglienza turistica e l’offerta emozionale di un territorio dove la terra e le lagune sono le vere e uniche protagoniste".

"Non è facile concentrare in pochi concetti una strategia che contiene anche dei risvolti complessi - aggiunge Bruschi – questa volta, però, c’è la possibilità concreta di compiere una rivoluzione pacifica; rendere le strade sicure, potenziare i mezzi di trasporto pubblici, rivedere tutto il sistema degli attracchi fluviali, potenziare il sistema museale: potremmo realizzare un modello economico compatibile con l’ambiente ed unico nel suo genere". 

Concludendo: "Ma non bisogna incorrere in vecchi errori; le risorse non possono essere frammentate in piccoli progetti dalla visibilità limitata e, soprattutto, insieme alle strutture, deve crescere un modello concreto, adatto per la loro gestione futura. Per fare questo è necessario, quindi, concentrarsi con urgenza su precisi obiettivi: individuare la cabina di regia che deciderà il contenuto definitivo dei progetti; affidare progettazione e lavori a strutture in grado di appaltare e seguire le opere nel rispetto dei tempi stretti che sono richiesti dalla Comunità europea". 

"È senz’altro – conclude Bruschi – un progetto dalle grandi ambizioni dove ognuno è chiamato a svolgere il proprio ruolo con efficacia e competenza; noi imprenditori locali siano pronti a dare il nostro contributo di idee e conoscenze dirette che ci arrivano dalla lunga esperienza maturata. Aspettiamo solo un segnale!”
Articolo di Giovedì 24 Giugno 2021

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