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IL CASO

Aggredito un infermiere in Pronto soccorso dopo un incidente, sono dovuti intervenire i Carabinieri

Brutale aggressione al Pronto Soccorso della Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro (Rovigo), sui fatti di mercoledì pomeriggio indagano i Carabinieri

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PORTO VIRO (Rovigo) - “Un fatto intollerabile e vergognoso che condanniamo con tutta la forza possibile, come cittadini prima ancora che come rappresentanti sindacali. Non è pensabile che nel 2021, in un Paese civile, si debba ancora assistere ad aggressioni violente nei confronti di operatori sanitari che stanno svolgendo il proprio lavoro, prezioso ed insostituibile”.

Sono le parole di Attilio Minichini e Cristiano Maria Pavarin della Segreteria UilFpl di Rovigo.

I fatti. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 giugno c’è stato un maxi tamponamento in Romea nel comune di Rosolina, 8 i feriti, uno solo in condizioni di media gravità (LEGGI ARTICOLO)Dall’Ospedale di Porto Viro sono partite subito tutte la autoambulanze disponibili, ma non erano sufficienti. A quel punto il personale medico, una volta portati al Pronto Soccorso i primi feriti, stava per ritornare sul posto, quando è accaduto l’incredibile. Pugni, calci, spintoni, quello che dovrebbe essere un luogo di cura è diventato un ring. E niente, sono state chiamate le ambulanze dall’Ospedale di Adria, a Porto Viro sono arrivati i Carabinieri, a cui sono affidate le indagini del caso, oltre ai rilievi del sinistro in Romea.

“Riteniamo gravissimo quanto accaduto mercoledì sera al Pronto Soccorso della Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, dove un uomo ha dato in escandescenze picchiando con violenza inaudita ed inaccettabile un infermiere che era appena rientrato per il trasporto di una persona ferita in un incidente stradale e che sarebbe dovuto uscire nuovamente con l'ambulanza perché c'erano altri feriti da soccorrere ed il codice della chiamata era quello rosso, di massima urgenza. La condotta dell'uomo, infatti, è stata tale da arrivare a paralizzare a lungo l'operatività del Pronto soccorso portovirese, presidio di riferimento di tutta l'area deltizia, che in questo momento già accoglie numerosi turisti.

Rimaniamo allibiti nel pensare che questo possa avvenire dopo i difficili mesi della pandemia, nei quali, al di là della retorica che ha visto gli operatori dipinti come angeli ed eroi, tutti i lavoratori della sanità hanno fronteggiato difficoltà epocali, soffrendo e rischiando in prima persona, per il bene comune, sobbarcandosi ore di straordinari e facendo fronte a difficoltà mai viste prima. Come Uil, quindi, ribadiamo che di fronte a fatti del genere non solo deve levarsi alto un grido unanime di indignazione, ma vanno anche presi opportuni provvedimenti perché non accadano più. Purtroppo l'importante ed attesa legge, “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni”, entrata in vigore proprio lo scorso settembre, che ha inasprito le pene ed introdotto la procedibilità d'ufficio nei casi di aggressioni ad operatori sanitari, sembra non essersi rivelata un deterrente in grado di porre fine ad episodi come questi. Nei prossimi giorni chiederemo anche quali strategie ed accorgimenti si intendano adottare a livello locale per scongiurare che simili fenomeni possano ancora verificarsi. 

“Intendiamo rivolgere la nostra massima vicinanza all'operatore che è stato malmenato, ferito, costretto a fuggire, e che, in queste ore, pur avendo affrontato nel corso della sua esperienza professionale situazioni di ogni tipo, è ancora turbato per la brutale aggressione subita - concludono Attilio Minichini e Cristiano Maria Pavarin della Segreteria UilFpl di Rovigo -  assicurandogli che da parte della Uil ci sarà il massimo e completo supporto nei suoi confronti e che siamo pronti anche ad intraprendere tutte le iniziative necessarie perché l''aggressore non resti impunito”.

“L’episodio di ieri è semplicemente inaccettabile - sottolinea l’Ad del presidio ospedaliero “Madonna della Salute” di Porto Viro, Stefano Mazzuccato, - e ci rammarica profondamente. I carabinieri faranno ora il loro lavoro e a noi, come direzione del presidio, resta solo il dovere di manifestare la nostra vicinanza all’operatore rimasto vittima dell’aggressione e a tutto il personale del pronto soccorso che ogni giorno svolge un servizio essenziale per la collettività. L’aggressione si è verificata in un momento di intensità operativa del pronto soccorso: l’infermiere, infatti, era appena rientrato da un intervento classificato come codice rosso e stava risalendo in ambulanza per un successivo intervento, quando ha  incrociato l’aggressore che, invitato a rivolgersi agli operatori all’interno della struttura, ha dato in escandescenza sferrando pugni e calci. L’operatore, un giovane di 30 anni di Mesola, sposato e con un figlio,  è stato quindi visitato, in conseguenza delle contusioni riportate, dai colleghi del presidio che hanno posto una prognosi di 20 giorni”.

L'uomo, un bassopolesano che nulla aveva a che vedere con l'incidente in Romea, ma di fatto ha impedito i soccorsi, è stato identificato dai Carabinieri.
Dopo aver scatenato il panico in Pronto soccorso si era allontanato, sono ancora in corso gli accertamenti per quantificare il numero, e quali reati ha commesso.

Articolo di Giovedì 24 Giugno 2021

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