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IL CASO

Aggressione in Pronto soccorso, 45enne denunciato dai Carabinieri per interruzione di pubblico servizio

Episodio che lascia sgomenti quello di Porto Viro, la Cgil Rovigo chiede una risposta forte, intanto i Carabinieri hanno denunciato il 45enne che aveva scatenato il caos picchiando un infermiere

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PORTO VIRO (Rovigo) - Nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 giugno c’è stato un maxi tamponamento in Romea nel comune di Rosolina, 8 i feriti, uno solo in condizioni di media gravità (LEGGI ARTICOLO)Dall’Ospedale di Porto Viro sono partite subito tutte la autoambulanze disponibili, ma non erano sufficienti. A quel punto il personale medico, una volta portati al Pronto Soccorso i primi feriti, stava per ritornare sul posto, quando è accaduto l’incredibile. Pugni, calci, spintoni contro un infermiere che ha riportato lesioni guaribili in 20 giorni. Un 45enne di Porto Viro è stato denunciato dai Carabinieri per interruzione di pubblico servizio. Il Pronto soccorso non ha potuto completare il servizio richiesto in Romea, le ambulanze sono dovute partire da Adria, un fatto inaccettabile per sindacati e direzione della Casa di cura (LEGGI ARTICOLO). 

“Di fronte all’episodio di Porto Viro, che si aggiunge alle numerose e sempre più frequenti aggressioni al personale sanitario, non basta dirsi preoccupati. Sono segnali che denotano come stia crescendo un clima di intolleranza e odio che si accompagna a un senso di impunità diffuso. Si tratta di un episodio che lascia sgomenti, che richiede una risposta forte da parte della magistratura nei confronti di chi si è reso responsabile dell’aggressione e di quanti si sono resi complici”.

Non solo applicando il massimo della sanzione prevista dalla legge 113 del 2020 che si è resa necessaria per le reiterate e frequenti aggressioni nei confronti del personale sanitario. È indispensabile, nei piani per la sicurezza delle Aziende sanitarie pubbliche e private locali, implementare i protocolli operativi con le forze di polizia. Assolutamente necessario elevare il livello dei controlli presso tutti i presidi ospedalieri ed in particolare nei Pronto Soccorso. Senza tralasciare il grande lavoro di educazione e prevenzione da compiere per permettere al personale sanitario e ai medici di poter operare in sicurezza e tranquillità”.

Questo il duro commento della Fp Cgil Rovigo “Pensiamo sia giunto il momento che in questo Paese e in questa Regione si cominci seriamente a riflettere sul fatto che non si possono più sottovalutare alcuni segnali, tollerandoli pure. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza a tutti gli operatori sanitari ritenendo che a fronte di quanto successo sia necessario che forze sindacali, politiche, istituzioni e associazioni diano segnali forti. Non solo attraverso messaggi chiari di condanna senza distinguo ma concretamente riprendendo anche uno spazio pubblico, visibile e chiaro manifestando assieme a quanti ancora credono che la situazione sia arrivata a un limite che nessuno può permettersi di superare. E forse, è il caso che la maggioranza silenziosa che ancora crede nei principi della democrazia e della tolleranza, non si limiti alla sola espressione di solidarietà ogni qualvolta accadono episodi di questa natura. Il personale sanitario necessita di lavorare in piena sicurezza per gestire un’emergenza. Quanto accaduto oltre che inaccettabile ha messo a rischio la vita di altre persone. Ci aspettiamo decisioni forti e chiare per chi compie azioni violente contro i lavoratori del servizio sanitario”.

Articolo di Venerdì 25 Giugno 2021

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