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VIVERE BENE E IN SALUTE

Più muscoli abbiamo meglio è, anche per il peso corporeo

Focus sulla massa muscolare del dottor Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana, specializzato in Scienza dell’alimentazione

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ROVIGO - Oggi focus sulla massa muscolare, componente del peso corporeo assieme alle ossa, all'acqua e al grasso (LEGGI ARTICOLO). Che cosa è “il muscolo”? Il muscolo è un organo che, a differenza del grasso e dell’osso, presenta normalmente un’intensa attività metabolica, anche quando riposiamo: infatti la sua particolare struttura anatomica ne permette l’allungamento e l’accorciamento (contrazione) creando le condizioni per l’uomo (e per gli animali) di muoversi.

Semplificando un poco la realtà, possiamo distinguere due tipi di tessuto muscolare: i muscoli volontari e quelli involontari. I primi sono i muscoli “striati* che l’uomo muove attraverso la propria volontà (cosiddetti muscoli volontari), ancorati allo scheletro pemettono il movimento; i secondi sono i muscoli “lisci”, sono presenti in tutti gli organi interni, che si contraggono in modo involontario permettendoci di vivere, si pensi ai movimenti dell’intestino (peristalsi) o al battito cardiaco (anche se in realtà il muscolo cardiaco è un muscolo molto particolare). C’è da dire che anche il muscolo striato, benchè sottoposto al controllo della nostra volontà, manifesta sempre delle piccole, quasi sempre impercettibili, contrazioni che nel loro insieme sono dette “tono muscolare”: quest’ultimo insieme alle contrazioni dei muscoli involontari determinano un consumo calorico costante nella giornata che è detto “metabolismo basale” o di riposo. Quindi maggior quantità di muscolo significa maggior metabolismo basale. Da ciò si può capire il perché quegli sportivi dotati di grandi masse muscolari possono permettersi il “lusso” di mangiare in maniera spesso anche spropositata mantenendo un aspetto fisico “asciutto”. 

Il muscolo, così come il grasso, rappresenta una porzione di peso corporeo che è diversa tra individuo e individuo, tra uomo e donna, e nel corso della vita nello stesso individuo. Ciò si verifica fondamentalmente per due motivi: il primo è il livello di ormoni androgeni (cioè degli ormoni maschili) la cui quota aumenta nel maschio durante la pubertà (l’adolescenza) determinando la comparsa delle caratteristiche corporeee maschili (peluria sulle gambe, al pube e sulle ascelle, comparsa della barba, modifica del tono della voce, etc); nella donna tale aumento ormonale nell’età puberale è normalmente molto minore ed è ciclico nella donna adulta, variando in rapporto al ciclo mestruale. Per quel che riguarda la donna adulta, esiste uno stretto rapporto fra ormoni androgeni e tessuto adiposo: infatti quest’ultimo diventa l’organo più importante nella produzione di ormoni maschili a partire da precursori prodotti da surrene e ovaio. 

Il variare dei livelli di ormoni maschili nel corso della vita fa si che le masse muscolari, ridotte prima dell’adolescenza, aumentino quindi grazie all’incremento degli androgeni e si riducano poi progressivamente con l’aumento dell’età (la cosiddetta sarcopenia) proprio per la progressiva riduzione degli ormoni androgeni. In questo fluttuare ormonale si inserisce l’attività fisica che stimola la contrazione muscolare e determina, come risposta adattativa corporea, un incremento della massa muscolare: in altri termini il corpo umano si adatta alla necessità di svolgere un’attività fisica più “pesante” aumentando da un lato il senso di appetito (quindi lo stimolo ad alimentarsi con una maggiore quantità di cibo) e dall’altro, anche grazie all’incremento alimentare, a costruire una maggiore quota di muscolo corporeo che permetterà di svolgere meglio l’attività fisica richiesta.

Deve essere però chiaro che ogni organismo umano ha un suo limite sia al sostenimento di una certa attività fisica (che varia ovviamente con l’età e con l’allenamento) ed anche all’incremento delle masse muscolari: infatti durante l’attività fisica il corpo umano viene stimolato e “stancato”, mentre sarà sempre necessaria una fase di riposo per permettere il recupero e la costruzione di nuove masse muscolari. Ed anche la durata della fase di recupero è una caratteristica individuale di ogni individuo che varia con l’età e l’allenamento.

In conclusione si può affermare che il muscolo permette l’attività fisica “bruciando” alimenti che vengono però in parte utilizzati per la costruzione di nuovo muscolo che permetterà un miglioramento dell’attività fisica e un’introduzione di cibo maggiore, sia per sostenere l’attività fisica aumentata, sia per mantenere l’attività metabolica muscolare a riposo, che per permettere un aumento di massa muscolare.


dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione

Articolo di Domenica 27 Giugno 2021

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