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PORTO FLUVIALE

Decolla il porto fluviale di Torretta. Arriva la Zes

La banchina di Torretta, sull'idrovia navigabile del Canalbianco, avrà il porto fluviale che permetterà una maggiore fruibilità dello stesso (Rovigo)

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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - Il molo commerciale, realizzato nel lontano 2007 e collaudato un paio di anni dopo in riva sinistra dall'amministrazione provinciale di Verona, sarà dotato di lotti edificabili, ciò in virtù di capannoni per la logistica e produttivi, questo per far decollare una volta per tutte l'area portuale veronese-rodigina.

Ecco i risultati dell'incontro a fine giugno nel municipio castelnovese fra il sindaco di Legnago Graziano Lorenzetti e i colleghi altopolesani di Melara Anna Marchesini, Castelnovo Bariano Massimo Biancardi, Bergantino Anna Chiccoli e Castelmassa Luigi Petrella. Una firma collettiva strategica per far partire il Pati (Piano di assetto territoriale intercomunale) funzionale alla banchina di Torretta e fermo nei meandri burocratici da troppo tempo.

Si vuole far partire il centro intermodale sull'idrovia lombardo-veneta (la più importante in Italia) che, a distanza di 14 anni dalla realizzazione, punto di attracco per bettoline e altri carghi fluviali, è ancora fermo al palo e arrugginito. Tutti auspicano che si sblocchi una copianificazione ferma al palo assurdamente da oltre un decennio.

Al tavolo tecnico nel palazzo municipale di Castelnovo Bariano, accanto ai cinque primi cittadini succitati e a un dirigente regionale, erano presenti i progettisti del Pati: l'urbanista Francesco Sbetti, l'ingegner Filiberto Canola e l'architetto Roberto Bernardelli.

I responsabili del programma urbanistico, insieme agli amministratori locali, hanno quindi fissato il cronoprogramma onde arrivare alla definizione degli elaborati che, una volta ratificati dai singoli consigli comunali, consentiranno già dal 2022 l'insediamento di nuove attività industriali in sx e dx del Canalbianco a Torretta.

Il Pati, nella cui copianificazione sono coinvolte Regione e Province di Verona e Rovigo, prevederà sulla sponda sinistra legnaghese un'area di 80 mula m2 (capannoni per aziende logistiche), sulla destra castelnovese una vasta lottizzazione artigianale e industriale.

Il polo fluviale di Torretta, una volta a regime, servirà un bacino interprovinciale fra Adige e Po di 165 km 2 per 38 mila abitanti. Asse portante l'unica vera idrovia italiana, la Fissero-Tartaro-Canalbianco lunga 135 km a collegare Mantova-Venezia tramite Porto Levante e da anni attrezzata per la navigazione di navi della classe V Ue. L'area di Torretta fa parte della Zes (Zona economica speciale) polesano-veneziana in cui è previsto un regime fiscale agevolato. Varie imprese del territorio in questione, tra cui la multinazionale

Cargill di Castelmassa, un vero colosso mondiale nell'agroalimentare, hanno incoraggiato da sempre il progetto suddetto. Ricordiamo, ad onor del vero che, dopo il 2000, quando si parlò di Torretta, furono coinvolti il Comune di Sermide e la Regione Lombardia (si voleva ammodernare lo scalo ferroviario sermidese): nuova viabilità sino a Legnago a cominciare della ferrovia Suzzara-Ferrara; rifacimento completo della strada inrterprovinciale Castelnovo Bariano-Torretta-Legnago (all'intersezione con la statale Transpolesana a Vangadizza); nuovo collegamento ferroviario tra la stazione di Legnago e la riva sinistra di Torretta. Di questo niente è rimasto, al contrario la viabilità è rimasta pessima.

Massimo Biancardi sindaco
di Castelnovo Bariano: "In luglio proseguiremo gli incontri sia a Legnago che nel mio municipio con le forze economiche ed imprenditoriali interessate al Pati. Puntiamo a gennaio 2022 ad avere burocraticamente tutto pronto dopo i passaggi nei singoli consigli comunali, poi toccherà a Venezia".

Il collega legnaghese Graziano Lorenzetti: "Finalmente potremo avere costi e spese cui si andrà incontro, certo speriamo presto di creare nuovi posti di lavoro"
Articolo di Sabato 26 Giugno 2021

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