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Allister Coeztee: “Il mio obiettivo è portare Rovigo ad un altro livello”

Per il nuovo coach sudafricano le idee per il nuovo mediano d’apertura della FemiCz Rovigo sono chiare: “deve essere un leader”. La filosofia: cinque pilastri per vincere le partite

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Allister Coetzee

ROVIGO - Parole semplici, idee chiare, e soprattutto esperienza internazionale per un progetto ambizioso. Allister Coeztee, ex head coach del Sudafrica a Rovigo arriverà il 12 luglio (LEGGI ARTICOLO), avrà il compito di dar vita ad un progetto di grande respiro e di crescita, ma soprattutto avrà l’obiettivo di vincere. Lo farà con lo scudetto sul petto, una responsabilità in più.

Un docente, un professore, un uomo di grande cultura, non solo ovale, ed il corteggiamento all’ex tecnico degli Springboks arriva da lontano.
“Nel 2017 sono venuto a Padova con la Nazionale del Sudafrica per un test match con l’Italia, ed ho rivisto il mio amico Danilo Ortolani, ci conosciamo da 20 anni, la prima volta ci siamo incontrati a Port Elizabeth, ogni tanto poi mi scriveva, siamo rimasti sempre in contatto”. Danilo Ortolani per questioni lavorative ha molti contatti in Sudafrica, l’arrivo in rossoblù di Jacques Momberg è merito suo.

Allister Coeztee aveva ancora un anno di contratto in Giappone: “Nel 2020 sono tornato a casa per motivi familiari legati al Covid-19, per me la famiglia è sempre la cosa più importante. Due mesi fa Ortolani mi ha contattato di nuovo, e mi ha chiesto cosa stavo facendo, ed ho risposto che stavo spendendo un po’ di tempo con i miei cari. Per 4 anni allenando gli Springboks e in Giappone, praticamente non ci eravamo mai visti. Ma Danilo non ha mollato chiedendomi di venire a Rovigo. Poi ci ho pensato, nel 2020 sono rimasto fermo, il 2021 poteva essere l’anno giusto per un’esperienza in Europa, Rovigo ha una grande storia, dove sono passati tanti sudafricani che hanno fatto grande il club rossoblù, e tutti mi hanno parlato bene di Rovigo”.

A Padova nel 2017 ha conosciuto anche Polla Roux, l’ex mediano di mischia e tecnico dei rossoblù è il referente degli Springboks quando giocano in Italia. “Polla mi ha parlato bene di questa società, una città con tanta passione. Poi dopo le telefonate con Ortolani, i racconti di Polla Roux, il fatto di conoscere Franco Smith, mio vice con gli Springboks, ed ora nello staff tecnico della Federazione Italiana, mi hanno fatto pensare che potesse essere la scelta giusta. Poi la telefonata di Francesco Zambelli è stata decisiva ed ho raccolto l’invito di venire a Rovigo per conoscere le persone, e vedere con i miei occhi se è tutto vero. Rovigo è una città piccola come piace a me, tutti sono molto appassionati di questo sport, ho incontrato un paio di sudafricani che giocano, o hanno giocato in rossoblù, e quello che ho visto mi è piaciuto. Ho conosciuto delle belle persone”.

Allister Coeztee è rimasto all’hotel Cristallo due settimane, a parte qualche uscita con Polla Roux e con qualche ex rossoblù, o con il club manager della Rugby Rovigo Delta Andrea Trombini  e con il dirigente Antonio Romeo, in città non si è praticamente visto, se non occasionalmente. Riunioni in hotel o nella sede della FemiCz con il patron Zambelli, poi la firma del contratto prima del ritorno in Sudafrica, alla vigilia della finale scudetto di Padova del 2 giugno.

“So che c’è una grande aspettativa quando arriva un nuovo coach, ma vorrei sottolineare che non è il singolo a fare la differenza, l’importante è l’esecuzione del progetto, tutti devono lavorare nella stessa direzione, io darò l’indirizzo, ma non sarà quello che farà la differenza, sarà la mia squadra, e sarà la fida più grande. Ogni persona ha il suo modo di pensare le cose, ma se tutti noi lavoriamo nella stessa direzione riusciamo a tornare ai tempi d’oro quando Rovigo vinceva i campionati a ripetizione. Al Battaglini hanno giocato la Nuova Zelanda, Cardiff, Tolone, vorrei vedere il gigante addormentato risvegliarsi, e così portare Rovigo ad un altro livello. La cosa più importante, staff a parte, sarà quella di costruire giocatori dall’under 17 e dell’under 19 per averli un giorno in prima squadra”.

Staff tecnico, ingaggio di Coetzee a parte, non ancora ufficializzato, ma Davide Giazzon verrà confermato dopo l’ottimo lavoro svolto con il pack, stessa cosa per il preparatore atletico Colin Allan.

“Dobbiamo fissare degli obiettivi per questi ragazzi, le strutture sono molto importanti, ovvio che il mio focus è sulla prima squadra, ma fondamentale è portare in alto le giovanili. E’ importante che la prima squadra vinca, tutto gira attorno ai Bersaglieri, ma bisogna trovare un equilibrio.
La sfida sarà trovare un punto comune sullo sviluppo del rugby in Polesine, un progetto chiaro a cui tutti lavorano con entusiasmo”.

Il 12 luglio sarà a Rovigo, parlerà con tutti “Non voglio escludere nessuno, Frassinelle, Badia, tutti sono importanti, avremo tante riunioni. Il progetto non sarà una strategia decisa unicamente da me, ma faremo delle riunioni per capire i problemi e vedere come affrontarli. Vorrei che il progetto non fosse quello di Allister Coetzee, ma di tutto il territorio. Vorrei sapere da loro cosa serve per migliorare, e quindi il confronto per me è importante. In Sudafrica nel 2016 nessuna delle franchigie si confrontava, abbiamo cambiato sistema, e poi i risultati si sono visti negli anni successivi a partire dal 2017. Decidere insieme è importante”.

Momberg, Swanepoel e Greeff sono già sotto contratto, c’è ancora un posto per un giocatore straniero, la FemiCz Rovigo è sulle tracce di un mediano d’apertura e di un tre-quarti centro (probabilmente argentino con passaporto italiano). Allister Coetzee si troverà la squadra quasi fatta, il suo contributo sul mercato sarà in direzione di questi ruoli: “Non voglio sentire parlare di giocatori che ha preso la società o di atleti che ho fatto arrivare io, li abbiamo presi noi, se sceglierò un’apertura sudafricana sarà la migliore scelta per la Rugby Rovigo. Tutto diventa ‘noi’, farò di tutto per l’interesse della Rugby Rovigo. In questo caso troverò già degli atleti scelti in precedenza, so cosa voglio da un primo centro, un secondo centro o un mediano d’apertura, in base alla mia filosofia scelgo i giocatori, in questo momento accetto la situazione, e in base alle caratteristiche dei giocatori adatterò il tipo di gioco. E’ una maniera diversa da come sono abituato, ma il primo anno è normale. Il mediano d’apertura può essere anche di un’altra nazionalità, non necessariamente un sudafricano, ma deve essere un leader che guida la squadra, soprattutto deve sapere come vuole giocare il suo allenatore e sposare la sua filosofia. Deve avere almeno un 85% di realizzazione dalla piazzola, per questo il Rovigo degli scudetti del 1988 e del 1990 in campo aveva un certo Naas Botha, uno in grado di farti vincere le partite al piede”.

L’equilibrio secondo Allister Coetzee è fondamentale. Lo ripete spesso.
“Esistono 5 pilastri nel gioco del rugby. Le fasi statiche, touche e mischia. L’attacco deve essere imprevedibile. La difesa deve essere aggressiva ed organizzata. Poi la squadra deve avere un piano per la gestione del gioco al piede. I punti d’incontro, il punto di collisione è molto importante e bisogna essere dominati. Non si può vincere con un solo fattore, bisogna trovare il giusto equilibrio tra tutti e cinque. La tua struttura d’attacco non può funzionare senza un mischia performante, attorno a questi 5 pilastri bisogna sviluppare i giocatori, devono essere fisicamente preparati, qui entra in ballo il preparatore atletico che è fondamentale. Serve equilibrio, un gioco di forza, ma anche di corsa. Una filosofa semplice, con questi cinque pilastri si mette pressione all’avversario per vincere le partite”.

La pressione per uno che è stato l’allenatore del Sudafrica non è un problema, gli Springboks sotto il profilo mediatico sono seguiti come la nazionale di calcio in Italia, ma una piccola città spesso può diventare opprimente quando le cose non girano per il verso giusto.
“E’ chiaro che il pubblico viene allo stadio per vedere il bel gioco, però come allenatore devo trovare il giusto equilibrio. Verrò giudicato sui risultati in campo, Zambelli vuole vincere, quindi devo fare bel gioco, ma soprattutto vincere.
Importante è avere gli attrezzi per fare il gioco che ho in mente di fare, ma non farò un piano di gioco senza avere i giusti attrezzi. Quindi la mia prima sfida sarà vedere cosa avremo in mano, giocatore per giocatore, e quindi farò il mio piano in base a quello che c’è. Dal secondo anno andremo a cercare atleti in grado di interpretare al meglio il piano di gioco della Rugby Rovigo”.

Giorgio Achilli

Articolo di Domenica 27 Giugno 2021

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