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ISTRUZIONE

Arquà Polesine: Le Steam fra orto didattico, bachi da seta e tessitura

Tutte le classi di Arquà Polesine (Rovigo) sono state coinvolte nelle attività nell’orto didattico della scuola, dove sono state coltivate 27 specie di piante

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ARQUÀ POLESINE (Rovigo) - La scuola primaria di Arquà Polesine a conclusione dell’anno scolastico 2020/2021 “tira i fili” delle attività didattiche scientifico-tecnologiche svolte, all’interno di un percorso sulle Steam (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica), la nuova filosofia dell’educazione che abbraccia abilità e materie di insegnamento in un modo che assomiglia alla vita reale e dove le lezioni sono basate su progetti e indagini, con un focus sull’apprendimento interdisciplinare.

Nonostante i limiti imposti dalla pandemia da Sars Covid-19, tutte le classi sono state coinvolte nelle attività nell’orto didattico della scuola, dove sono state coltivate  27 specie di piante, osservate e curate quotidianamente,  dalla semina, al trapianto e in parte alla raccolta dei frutti. Si è trattato di piante comuni coltivate a fini alimentari nel rispetto dell'ordinaria stagionalità con osservazioni dei più comuni parassiti ed indicazioni sulle metodiche naturali per una corretta coltivazione biologica.

Un percorso particolare ha visto coinvolte le classi terze nell'allevamento del baco da seta con osservazioni quotidiane dalla schiusa delle uova, alla crescita delle larve, alla formazione del bozzolo, alla nascita delle falene e deposizione delle uova per un nuovo ciclo produttivo. Le osservazioni sono continuate anche dopo il termine delle lezioni attraverso l’utilizzo della piattaforma G-Suite e Classroom, con l’invio di post e foto, in un’ottica di valorizzazione delle tecnologie digitali e delle possibilità di condivisione che offrono.

Il filo di seta naturale, ricavabile dai bozzoli ha fatto parte di un più articolato percorso legato alla classificazione delle fibre e alla loro lavorazione, valorizzando le fibre naturali e in particolar modo la seta, la cui produzione, assieme alla bachicoltura, costituiva un vanto della produzione economica veneta fino agli anni settanta. Oltre a lezioni sulle fibre tessili, la loro lavorazione e la loro storia, il progetto ha visto impegnati gli alunni in un laboratorio di tessitura che ha permesso ad ognuno di costruire un telaio con materiali di recupero e realizzare un proprio manufatto: un astuccio che è stato decorato e personalizzato con un circuito elettrico semplice, all’interno di attività di tinkering.

Il progetto curricolare “Distanti ma legati da un filo” non ha dimenticato i fili invisibili della natura, con riflessioni sui delicati equilibri degli ecosistemi e l’importanza del rispetto dell’ambiente e di assumere comportamenti ecosostenibili. Dalla coltivazione di ghiande di farnia, fornite dal vivaio regionale,  sono state ottenute delle piante assegnate agli alunni per essere messe a dimora in occasione della  giornata mondiale della Terra, il 21 aprile. É stato inoltre  possibile vedere dal vivo anche il recupero di  uno sciame d'api posatosi su una pianta del cortile della scuola; l'apicultore intervenuto ha descritto l’importanza della tutela delle  api per il benessere del mondo e dei suoi abitanti.

Un ringraziamento particolare all'amministrazione comunale che ha sostenuto  la progettualità proposta ed ha donato una pianta a tutti gli alunni e al personale scolastico  in occasione dell'ultimo giorno di scuola.

Articolo di Lunedì 28 Giugno 2021

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