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POLITICA TAGLIO DI PO

Layla Marangoni: "Da amante del Delta non ci sto che questo nome sia usato per la variante del Coronavirus"

Il consigliere comunale di Taglio di Po (Rovigo) chiarisce al sua posizione in merito a quanto sostenuto dall'Oms per classificare le varianti

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TAGLIO DI PO (Rovigo) - "Mi rendo sempre più conto che purtroppo in molti non conoscono il nostro Delta Veneto e questo mi dispiace. Da cittadina di questo territotio mi sento offesa che questa meravigliosa e unica terra venga paragonata a una lettera dell'alfabeto greco e per questo l'Oms abbia deciso di chiamare “variante Delta” un ceppo del maledetto Coronavirus". Così il consigliere comunale di Taglio di Po Layla Marangoni.

"La scelta di nomi neutri è giustificata per evitare la stigmatizzazione di una determinata nazione e la sua popolazione. Così la variante inglese diventa la variante Alpha, la sudafricana sarà la Beta, la brasiliana sarà la Gamma, l'indiana la Delta e così via". Sostiene l'Oms: "Sebbene abbiano i loro vantaggi, i nomi scientifici possono essere difficili da ricordare e spesso sono riportati in modo errato. Di conseguenza, le persone spesso chiamano le varianti in base ai luoghi in cui vengono rilevate, il che è stigmatizzante e discriminatorio”, prosegue l'Oms che "per evitare questo e per semplificare le comunicazioni pubbliche, incoraggia le autorità nazionali, i media e altri ad adottare queste nuove etichette".

Successivamente il consigliere comunale di Taglio di Po prosegue: "L'Oms ha spiegato che le lettere greche non sostituiranno i nomi scientifici esistenti, ma sono "più facili e pratiche da usare per un pubblico non scientifico". La decisione di optare per questo sistema di denominazione è arrivata dopo mesi di discussioni con esperti che hanno valutato tutta una serie di altre possibilità come ad esempio quella di usare i nomi degli dei greci".

"Storicamente, le malattie hanno spesso preso il nome dai luoghi in cui si pensava si fossero sviluppate, come il virus Ebola, che prende il nome dall'omonimo fiume congolese. Altre volte il nome è stato scelto in maniera deliberata anche senza associazione geografica, come nel caso della “influenza spagnola” del 1918, le cui origini sono sconosciute. Il nome nazionale però crea in effetti una diffidenza verso persone provenienti o solo originarie di un determinato Paese, che sfociano a volta addirittura in atti di razzismo, come è avvenuto contro gli indiani, che ora vengono ritenuti i portatori dell'ultima variante". 

Concludendo: "Io da polesana, da innamorata del mio Delta non ci sto. Ancora decisioni sulla nostra testa che penalizzano il nostro territorio che tanto fatica a decollare sotto l'aspetto turistico e non solo. Denuncio questa scelta vergognosa... Ci sono altri mille modi da adottare, vedi in America i tornadi hanno il nome di donne. Chiedo a tutti i Sindaci, alla Provincia di Rovigo, alla Regione Veneto di adoperarsi con forza per far annullare questa associazione di nome alla variante Covid... non siamo figli di un Dio minore e non siamo neppure greci ma orgogliosamente abitanti del Delta". 
Articolo di Martedì 29 Giugno 2021

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