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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Forza Italia invita a firmare i referendum per una Giustizia più giusta [VIDEO]

Gli azzurri a raccolta per sostenere la necessità di celebrare il regerendum sulla Giustizia, una riforma attesa da decenni, oggi imposta dall'Unione europea

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ROVIGO - Il coordinamento provinciale di Forza Italia guidato da Andrea Bimbatti chiama a raccolta il partito per sensibilizzare i cittadini per la raccolta firme necessaria per celebrare il referendum di riforma della giustizia che anche la Comunità europea ha richiesto all'Italia.
“Quello della giustizia è uno nodo cruciale, è un tema da sempre al centro del progetto politico di Forza Italia”, ha dichiarato Bimbatti. “E come ha affermato il nostro Presidente Silvio Berlusconi la riforma della giustizia insieme a quella del fisco e della burocrazia è una delle condizioni necessarie per far ripartire il Paese".

Nella sede di partito di Rovigo i componenti del direttivo Paolo Avezzù, che ha denunciato l'impossibilità di firmare in Comune a Rovigo, ma confida che il problema venga risolto già la prossima settimana, Renzo Marangon, Alberto Marinelli ed il presidente della Provincia Ivan Dall'Ara hanno spiegato la necessità di una riforma per una Giustizia più giusta. Gli aspetti dei questiti referendari sono stati illustrati dall'avvocato Lucia Merlin, rappresentante di Azzurro donna di Forza Italia.



Il primo quesito riguarda la riforma del Csm ed il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Consiglio superiore della magistratura. Il referendum chiede l’abrogazione della raccolta per evitare che la candidatura venga appoggiata da una corrente interna e per consentire a chiunque di candidarsi senza scendere a patti con il "correntismo".

Il secondo riguarda la responsabilità civile dei magistrati. Oggi la legge prevede che un cittadino danneggiato da una sentenza possa rivalersi solo contro lo stato, ma non possa chiamare in causa direttamente il magistrato che ha cagionato il danno.

Il terzo quesito interviene sulla valutazione dell’operato dei magistrati attraverso commissioni che possono essere composte anche da membri non togati, gli avvocati per esempio, ma con diritto di voto.

Il quarto referendum interviene sulla separazione delle carriere. Della questione si è occupata anche la commissione ministeriale di esperti nominata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia che ha proposto di limitare a due e non più a quattro le volte in cui si può realizzare il passaggio dalla funzione di pubblico ministero alla funzione di giudice, o viceversa. Il quesito del referendum è più restrittivo e prevede di separare nettamente le funzioni di pubblico ministero e giudice, senza più la possibilità di passare dall’una all’altra.

Il quinto quesito riguarda la limitazione agli abusi della custodia cautelare, cioè la custodia preventiva a cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza, nei casi in cui c’è il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di compimento di nuovi e gravi reati. Il quesito referendario limita il carcere preventivo solo ed esclusivamente alla terza ipotesi di pericolo, e cioè ai soli reati gravi.

L'ultimo referendum chiede di abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. Questo significa maggiore tutela per tutti i sindaci e gli amministratori locali.
Articolo di Sabato 3 Luglio 2021

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