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ENERGIA ED AMBIENTE

Ministero e Regione Veneto autorizzano un elettrodotto a Canaro e 14 residenti si costituiscono in Comitato per ricorrere al Tar

Pretendono un cavidotto interrato piuttosto che una struttura aerea a tralicci, Terna fa orecchie da mercante ed il portavoce Claudio Grendene annuncia battaglia

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CANARO (Rovigo) – C’è una situazione che il portavoce del comitato spontaneo che si è costituito a Canaro non esita a definire “allucinante”: la volontà manifestata da Terna (l’operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell'energia elettrica ad alta e altissima tensione) di collegare l’impianto fotovoltaico di Canaro per via aerea con la rete di distribuzione in direzione nord-est. L’opera denominata “Linea elettrica 132 Kv Rovigo-Ferrara (T.23.021 k1)”, secondo il comitato oppositore, violerebbe qualsiasi norma di buon senso, la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei residenti.

Claudio Grendene, si fa portavoce del malessere delle 14 famiglie che temono di vedere installati sui loro terreni dei tralicci ad alta tensione con 7 mq di cemento di basamento e fondo in ghiaia che, anche qualora venissero tolti in futuro, renderebbero improduttive quelle porzioni di terreno vocato a coltivazioni intensive.
L’elettrodotto preleverebbe l’energia elettrica dall’impianto fotovoltaico di 160 ettari in via Vittorio Emanuele a Canaro convogliandola verso nord-est.
Secondo il comitato, l’assurdità della decisione del gestore della rete di trasmissione italiana sta proprio nella contraddizione del comportamento assunto da Terna che, mentre si vanta di aver eliminato 89 tralicci fra Mestre e Fusina interrando 24 chilometri di cavidotti, viceversa vuol realizzarlo a Canaro in assoluto spregio dell’ambiente e della sicurezza.
Dell’ambiente di cui tutti vogliono essere paladini, perché di fatto ostacolerebbe il prossimo utilizzo dei progettati sistemi d’irrigazione, finanziabili col Recovey plan, che garantirebbero una nebulizzazione dell’acqua quasi totalmente assorbita dal terreno mentre attualmente si utilizza solo il 40% dell’acqua sparata e una sostenibilità ambientale straordinaria limitando di molto l’esorbitante consumo di gasolio per far girare le pompe. C’è anche un problema di sicurezza perché l’elettrodotto ad alta tensione esporrebbe i residenti ai campi elettromagnetici, senza contare i pericoli da scariche elettrica in caso di temporali con conseguenti incendi sui campi arsi dalla siccità.
Insomma quanto basta per convincere i resistenti a rivolgersi ad un avvocato per studiare le possibili opposizioni al TAR.
Già nel 2000, fa memoria Grendene, Enel per alimentare un trasformatore nelle vicinanze attraversò le stesse proprietà dopo un confronto fra le parti realizzando un elettrodotto interrato di circa un chilometro: “Dunque non si capisce perché oggi questa soluzione non sia più possibile”, anche se Terna con una missiva ai 14 residenti del 28.01.2019, riteneva “non incompatibile la realizzazione con l’utilizzo agricolo dei fondi e dei getti irrigui, avendo la linea in progetto un franco minimo dal terreno di almeno 10 metri”.
Il confronto con Terna, iniziato nel 2018, è proseguito con un incontro fra le parti nel 2019, poi a sorpresa l’operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell'energia, ad insaputa delle famiglie, ha proceduto a chiedere le autorizzazioni coinvolte. Anche per questo i 14 firmatari sono risentiti con l’amministrazione locale che ha avallato la scelta mostrando un disinteresse totale per i problemi dei residenti.
“Nell’aprile 2021 si sono presentati due tecnici di Terna che hanno chiesto di entrare in azienda per un sopralluogo per il traliccio nel frattempo autorizzato”. Inutili le proteste manifestate con lettera, anche se il 27 maggio è stato fissato un appuntamento fra le parti, peccato che tre ore prima gli interessati abbiano ricevuto una raccomandata che li informava dell’avvenuta autorizzazione dal Ministero dello sviluppo economico, dalla Regione e dagli altri organi competenti per l’installazione dell’elettrodotto aereo. “Una autentica presa in giro” dice Claudio Grendene che aggiunge: “È paradossale che in questo secolo non si riesca a realizzare un chilometro di cavidotto interrato e si preferisca una soluzione pericolosa e orribile”.
Non siamo contrari alla linea di pubblica utilità, conclude il portavoce, purché sia realizzata con i crismi della sicurezza che solo il cavidotto interrato può garantire”.
Del caso è stata interessata anche la Coldiretti che avrebbe assicurato il proprio appoggio e si sta cercando un appoggio politico in sede regionale e, benché le speranze non siano molte, si spera che la mobilitazione possa portare Terna ad un ripensamento.
Ugo Mariano Brasioli
 
Articolo di Domenica 4 Luglio 2021

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