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GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO

Guerra a Rovigo: il Cda di Ecoambiente rimane a due consiglieri ed il terzo non sarà Rovini

I sindaci di centrodestra della Provincia di Rovigo si mettono di traverso sulla nomina di Umberto Rovini, prerogativa di Rovigo, come amministratore delegato della società, in surroga del dimesso Giancarlo Lovisari

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ROVIGO - Una dichiarazione di guerra o almeno il lancio di un guanto di sfida al sindaco del comune capoluogo Edoardo Gaffeo che si è visto negata la prerogativa di nominare il proprio rappresentante all'interno di Ecoambiente, società di cui è il socio controllante con la maggioranza assoluta delle quote. Gaffeo ha proposto Umberto Rovini, ex dirigente del Comune di Rovigo, prossimo alla pensione, attualmente dirigente ancora per qualche settimana in Aps holding, la cui competenza e preparazione avrebbe potuto essere estremamente utile in Ecoambiente.

L'occasione per "rovinare la festa" a Gaffeo è stata l'applicazione delle procedure, che sarebbero dovute essere transitorie, ma che invece permangono ancora, della doppia assemblea, quella per l'esercizio del controllo analogo e quella dei soci.
L'introduzione di una assemblea dei sindaci per il controllo analogo deriva dal vizio originario di aver considerato "scomparso" il Consorzio Rsu Azienda speciale da giugno 2015, (talmente soppresso che si è dovuto farlo resuscitare in occasione della fusione inversa in Ecoambiente), sopprimendo quindi l'assemblea dei soci del Consorzio Rsu che avrebbe dato indirizzo al proprio presidente, il cosiddetto liquidatore Pierluigi Tugnolo, di intervenire in assemblea soci di Ecoambiente in nome e per conto dei 50 comuni soci del Crsu insieme all'altro socio, il Comune di Rovigo. L'assemblea dei sindaci serviva quindi come sorta di "telecomando" per indirizzare Tugnolo quando andava in assemblea soci di Ecoambiente, tanto che vennero pure inserite delle penali, economicamente rilevanti, per ogni occasione in cui veniva disatteso, da Tugnolo, l'indirizzo dei soci indiretti di Ecoambiente, ovvero i 50 comuni del Consorzio.

Ora che il l'Azienda speciale del Consorzio Rsu non esiste più, e tutti i comuni sono soci diretti di Ecoambiente, l'assemblea soci, che funziona ovviamente per quote sociali, e non per teste, come invece l'assemblea dei sindaci per il controllo analogo, ha negato al socio Rovigo, insieme ad altri 29 comuni soci, di nominare l'amministratore delegato di Ecoambiente in sostituzione del dimesso Lovisari.

La cronaca di quanto accaduto giovedì serra, fino ad oltre le 21, è semplice.
Rovini è stato designato, in assemblea di controllo analogo, come da prerogativa del Comune di Rovigo, ma non nominato in assemblea soci di Ecoambiente. Di competenza dell'assemblea soci di Ecoambiente sarebbe stata anche l'attribuzione delle procure, le cosiddette deleghe dell'Ad, ma la cosa è stata messa all'attenzione dell'assemblea di controllo analogo e non ha ottenuto la maggioranza delle teste previste, ovvero 30, visto che hanno votato in 29 a favore e 1 astenuto, Stienta.

Il casus belli della modifica delle deleghe all'Ad, invece che riconfermare quelle in essere a Lovisari, è stato sollevato dal sindaco di Villadose Pierpaolo Barison, già componente del Cda di Ecoambiente quando ancora c'erano solo i due soci Consorzio Rsu e Comune di Rovigo, e non c'era nemmeno alcun amministratore delegato.

Al momento del voto sulle delghe a Rovini, Melara, Bergantino e Salara hanno improvvisamente abbandonato la sala insiema a Badia Polesine che ha annunciato di staccarsi insieme a qualche altro, quindi niente deleghe a Rovini dall'assemblea di controllo analogo...

Piuttosto che nominare in assemblea soci di Ecoambiente un amministratore delegato del Cda senza alcuna delega il sindaco Gaffeo ha fatto mancare il numero legale delle quote sociali verso le 21.15 sottolineando il paradosso di avere un Ad senza alcun un perimetro di deleghe.

Il Cda di Ecoambiente rimane pertanto a due componenti, di cui il presidente Marco Trombini, secondo nomina, dovrebbe avere solo la rappresentanza della società, mentre l'operatività era in capo al dimesso Giancarlo Lovisari (LEGGI ARTICOLO), fino ad una prossima convocazione dell'assemblea dei soci che però non sembra più avere la disponibilità del manager Rovini, almeno non alle condizioni di non essere utile.
Articolo di Venerdì 9 Luglio 2021

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