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ENTI DI SECONDO GRADO

Raito ai colleghi sindaci sulle partecipate: Manca una visione sovraterritoriale per la gestione

La rappresentanza politica nelle società pubbliche è sempre frutto di una vittoria di contrapposizione tra le parti e non di condivisione di strategia, mancano inoltre gli indirizzi politici dai partiti

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POLESELLA (Rovigo) – Il sindaco di Polesella Leonardo Raito, di Italia Viva di Mateo Renzi, prova a fare il pompiere dopo il lancio del guanto di sfida da parte di alcuni suoi colleghi primi cittadini al sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo (LEGGI ARTICOLO) in occasione della surroga del dimesso amministratore delegato di Ecoambinte Giancarlo Lovisari.

Non solo Ecombiente, ma anche per As2 la contrapposizione tra gruppi ha portato allo stallo nella nomina dei componenti del consiglio di amministrazione (LEGGI ARTICOLO).

Quanto occorso nelle ultime settimane in relazione alle nomine dei rappresentanti in seno alle società partecipate che gestiscono servizi pubblici ha denotato le problematiche derivanti da una eccessiva frammentazione amministrativa e politica” afferma Raito. “Il processo di gestione democratica degli enti di secondo grado e delle società che vedono come soci i comuni e altri enti pubblici deve vedere, a mio avviso, il concorso di tutti, ognuno col proprio ruolo e con il rispetto di quello degli altri. Se una visione di parte fosse connessa a una chiara strategia operativa e gestionale, comprenderei anche lo scontro e il confronto duro; ma se questi invece derivano esclusivamente da volontà di contrapposizione a prescindere o, ancora peggio, da scarsa propensione al dialogo, credo che il territorio polesano continuerà a uscire con le ossa rotte da ogni fase di passaggio che avrebbe, piuttosto, una profonda necessità di concertazione e cucitura”.

“Capita spesso che noi sindaci, chiamati a occuparci, in primis, delle esigenze della municipalità che dobbiamo amministrare, manchiamo di una visione d’insieme e sovraterritoriale – afferma Leonardo Raito - necessaria per una programmazione strategica e politica di più ampia portata. Se dovessi valutare la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, o il funzionamento del servizio idrico integrato, o i servizi svolti da una società strumentale come As2, alla luce esclusiva di come tutto funziona nel mio comune, mi mancherebbero elementi importanti per esprimere una decisione seria che tenga in debito conto tutti gli asset aziendali. Ecco quindi che un coordinamento politico potrebbe essere prezioso, specie se i partiti fossero in grado (ma non sempre ci riescono) di costruire e partecipare luoghi e occasioni di confronto e elaborazione in grado di esprimere indirizzi. Tra i due mondi (politico e amministrativo) occorre gettare ponti, costruire canali di dialogo, non seminare discordia o creare solchi profondi, proprio perché tutti i soggetti possono dare un contributo fattivo alla risoluzione dei problemi.

Ma attenzione, e qui vengo a un fatto incontrovertibile. Quello che sinceramente mi dispiace, anzi, che mi ha stancato, è che troppo spesso le occasioni dei rinnovi vengono ridotte a una semplice e mera questione di nomi. Tizio deve fare il presidente, Caio il consigliere. Raramente ho sentito parlare di prospettive e obiettivi. Anche le persone che vengono individuate per un ruolo o una carica pubblica in un ente o una società, devono essere funzionali a un progetto perché dovranno incarnare lo spirito di una prospettiva. E dovranno presto abbandonare la casacca “di parte” perché il loro scopo dovrà essere quello di amministrare nell’interesse di tutti”.

Il sindaco di Polesella conclude affermando: “temo che negli ultimi due anni abbiamo fatto dei preoccupanti passi indietro, e anziché pensare a dove portare le nostre aziende ci arrabattiamo in sterili bracci di ferro sul colore della casella da occupare. Cose che interessano poco i cittadini e che poco utili sono alle strutture che devono organizzare e gestire servizi. Siamo proprio sicuri che sia questa la responsabilità che ci viene chiesta? E siamo sicuri che in ogni caso un’espressione partitica può essere migliore di una professionalità prestata alla politica e all’amministrazione? Anche questo è un compito cui i partiti pare abbiano abdicato.

Seppure in molteplici occasioni non abbiano personale dirigente all’altezza di ogni ruolo preferiscono piantare la bandierina piuttosto che selezionare e avvicinare professionalità e uomini di competenze. Marcano il territorio anziché pensare di fargli fare passi avanti.

Resto dell’avviso che la Politica con la P maiuscola sia tutt’altra cosa”.
Leonardo Raito
Sindaco di Polesella
Articolo di Domenica 11 Luglio 2021

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