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CORONAVIRUS

Personale sanitario non vaccinato, 70 i casi al vaglio della Commissione

Il rispetto delle regole resta la via maestra per mantenere la situazione sotto controllo. Questione mancata vaccinazione di alcuni dipendenti dell’Ulss 5 Polesana, Urbano Brazzale: “Non sono no-vax, hanno presentato documentazione clinica"

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Urbano Brazzale e Alberto Rigo
Alberto Rigo
Alberto Rigo e Andrea Formaglio

ROVIGO - “Non sono no-vax, hanno presentato documentazione clinica per chiedere il differimento della vaccinazione”. Lo ha sottolineato il direttore amministrativo dell’Ulss 5 Polesana, Urbano Brazzale, nel punto stampa in Cittadella sanitaria martedì 20 luglio. Circa 100 i dipendenti dell’azienda che non hanno aderito alla campagna vaccinale, secondo il Decreto Legge c’è l’obbligo, non è un fatto di coscienza, lo ha stabilito il Governo. Ma ci sono delle eccezioni, alcuni dipendenti dell’Ulss 5 Polesana, per diverse ragioni legate a patologie, aspettativa, o stato di gravidanza, dopo la valutazione di una specifica Commissione medica, hanno ottenuto il differimento della vaccinazione, attualmente sono circa 70 ancora al vaglio. Noi come azienda - ha sottolineato Brazzale - consigliamo la vaccinazione, poi, dopo il rapporto valuteremo”.

Intanto un ricorso a Bologna ha bloccato la sospensione di alcuni sanitari, quindi su eventuali provvedimenti c’è la massima incertezza, ma soprattutto si deve ottenere un bilanciamento, deve essere una scelta meditata, bisogna gestire i turni, privarsi di professionalità importanti in questo momento, potrebbe essere un boomerang.

Urbano Brazzale ha commentato favorevolmente anche la nuova ordinanza del Governatore Luca Zaia, relativa al rientro o all’arrivo in Veneto di persone da Paesi considerati a rischio (LEGGI ARTICOLO) “E’ un valore aggiunto di convincimento della popolazione, un messaggio di protezione verso la propria comunità, non siamo ancora ritornati alla normalità, allo stesso modo stiamo assistendo all’attacco del virus. Se dovessimo gestire il Polesine saremmo i miglior d’Italia visti i numeri, ma dovendo gestire nuove presenze, come in tutto il Veneto, è più difficile”. L’obbligo del tampone per chi rientra in Veneto in aereo o in nave, è una forma di protezione “Siamo di nuovo al fronte, ci siamo corazzati per difendere la libertà che abbiamo riconquistato con tanta fatica”.

Anche i sanitari che rientrano in servizio dopo le ferie, devono effettuare il tampone prima di tornare al lavoro, i punti tamponi di Rovigo, Adria e Trecenta continueranno a funzionare a pieno regime per tutti e gratuitamente, come anche l’attività di screening nei luoghi di aggregazione o di villeggiatura.

Il direttore Amministrativo dell’Ulss 5 Polesana ha rivolto anche un plauso alla Prefettura di Rovigo per la mancata concessione dei maxischermi per la finale dell’Europeo, e sul party abusivo scoperto dalla Polizia di Stato in viale Porta Adige (LEGGI ARTICOLO)c’è un po’ di incoscienza, la libertà virtuale di oggi è la prigione di domani. Ben venga la socialità, ma deve avvenire in condizioni di sicurezza, bene divertirsi, ma con la testa”.

Sulla campagna vaccinale c’è un cauto ottimismo “Dopo agosto sono speranzoso, mi preoccupa la scuola, e la forza produttiva, spero che una volta ripresa l’attività le aziende diventino il veicolo principe per chiedere ai dipendenti di vaccinarsi”.

Al fianco di Brazzale il neo direttore sanitario Alberto Rigo, e Andrea Formaglio del dipartimento di prevenzione, per entrambi nell’ambito delle 251 mila dosi inoculate in Polesine, non sono emerse problematiche gravi, e per gli irriducibili che ancora hanno lasciato 18 mila posti liberi, è una notizia importante “Abbiamo tanti posti liberi, e visto l’andamento dell’epidemia è meglio arrivare prima possibile all’immunità di gregge. (LEGGI ARTICOLO SULLE VACCINAZIONI IN POLESINE)

Dobbiamo sensibilizzare i giovani a vaccinarsi, attualmente sono le categorie più a rischio e che si aggregano di più.  La vaccinazione impedisce la gravità della patologia, come i comportamenti individuali, non bisogna mai dimenticare le regole da seguire, mascherina sempre nei luoghi dove c’è assembramento, la distanza di sicurezza, e l’igienizzazione delle mani”.

Se per Andrea Formaglio in Polesine i locali rispettano le norme, discorso diverso in altre realtà, per questo il monitoraggio per chi rientra, con conseguente tracciamento dei contatti, diventa un lavoro fondamentale per contenere una quarta o quinta ondata.

La variante Delta non spaventa  l’Ulss 5 Polesana che ha ormai un sistema collaudato (LEGGI IL BOLLETTINO), con comunicazioni in tempo reale sui nuovi positivi, ma non bisogna abbassare la guardia.

Articolo di Martedì 20 Luglio 2021

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