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CULTURA

Una lingua formata da diverse parlate locali chiamate dialetti

Sarà la bellezza della lingua veneta la protagonista del terzo incontro della rassegna RosolinAmarLibri con Gianni Sparapan e il suo Parlare Veneto

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ROSOLINA MARE (Rovigo) - Martedì 27 luglio, alle ore 21.30, al Centro Congressi di Rosolina Mare il poliedrico e simpaticissimo Gianni Sparapan ci parlerà ancora una volta della ricchezza della lingua veneta, soprattutto nella variante polesana, a cui ha dedicato anni di studio e di ricerca per farla valorizzare e conoscere.

L’incontro sarà introdotto da Sandro Vidali.   

“Il veneto è una lingua neolatina – dice il poliedrico autore polesano – come lo sono il rumeno, lo spagnolo o il francese. Solo che si tratta di una lingua formata da diverse parlate locali chiamate dialetti: non c’è una grammatica unica, non esiste un unico vocabolario. Il rovigoto, il padovan, il veneziano, il veronese e tutti gli altri però sono da considerare dialetti della lingua veneta, non dell’italiano”. Pur essendo numerosi i dizionari dei dialetti della lingua veneta, manca tuttavia un’opera compiuta, un “Dizionario” veneto che li comprenda tutti. Sono poi rarissime le grammatiche delle parlate locali. Gianni Sparapan ha colmato questo vuoto pubblicando per la Minelliana la Grammatica della parlata veneta tra Adige e Canalbianco. Gli interessi culturali dello scrittore polesano sono però multiformi e negli anni ha deliziato il pubblico dei lettori con libri di racconti, poesie e di teatro. Una delle tematiche care a Sparapan è la civiltà contadina con i suoi ritmi e le sue tradizioni: un mondo che si nutriva di una saggezza antica, di comunanza di vita, di un equilibrio che solo il contatto vivo immediato con la natura sapeva dare, e saprebbe dare. E poi ci sono i due grandi fiumi, Adige e Po, con i quali innumerevoli generazioni hanno vissuto un rapporto di amore, rispetto e di riconoscenza in quanto fonti di vita. Il pubblico che sarà presente potrà venire a conoscenza di una serie quasi infinita di modi di dire, detti popolari che sanno fornire, ancor oggi, una “ironica e sapiente” interpretazione di ogni evento, lieto o triste che sia, di ogni esperienza vissuta nel bene e nel male

Nato a Villadose (Ro) nel 1944, Gianni Sparapan è stato docente di Letteratura italiana e Storia negli Istituti Superiori, ed è autore di decine di opere, in lingua veneta e in lingua italiana. Tra le opere storiche è da ricordare Adria partigiana (Minelliana, 1986), uno studio sulla resistenza polesana suffragato da ricerche d’archivio che arriva ad esaminare tutti i fascicoli della Corte d’Assise straordinaria relativi ai processi di fascisti e collaborazionisti. Preziosa la monografia Perché i giovani sappiano: i campi di sterminio (Minelliana, 1996), con la prefazione di Primo Levi, nata dall’esperienza  effettuata con i suoi alunni negli anni ’80: la prima scolaresca italiana a visitare campi di sterminio tedeschi e polacchi. La ricerca linguistica ha visto la pubblicazione    del Dizionario e della Grammatica della parlata veneta tra Adige e Canalbianco (Aqua ed., 2007) e decine di operette in prosa e in poesia veneta , tra cui ricordiamo: Tegnerse al naturale (Minelliana, 1990), Le immagini care (Tip. Reg. Veneta, 1990). E co’ le stele impizà in Paradiso (Arci Nova, 1995); La badante (Europrint, 2006), El nievegare de la luna (Europrint, 2013).
Per il teatro, molte sono state le commedie portate sul palcoscenico e dalle sue opere è stato tratto lo spettacolo L’Omo nero, rappresentato in tutto il Triveneto dalla compagnia “Il satiro di Istrana” di Luigi Mardegan. Vanno pure ricordati i drammi I Pisani, Matteotti ad memoriam e La boje in Polesine, tutti rappresentati con successo di pubblico e di critica. Gianni Sparapan è Accademico dei Concordi di Rovigo e, ogni volta che presenta un libro, scherzosamente dice che sarà l’ultimo.

La rassegna RosolinAmarLibri, curata da Simone Martinello, proseguirà il 3 agosto con Sandro Frizziero (finalista al Campiello 2020) e Stefano Spagnolo, che proporranno per la prima volta al pubblico di Rosolina Mare Le Voci della Laguna: un racconto orale intriso di “parole lagunari” da Comisso a Zanzotto a Manganelli, da Parise a Scarpa a Frizziero stesso.

 

Articolo di Sabato 24 Luglio 2021

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