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Se i genitori aiutano i giovani sposi all’acquisto della casa in comunione dei beni

La casa acquistata in comunione dei beni con l’aiuto dei genitori non è esattamente in comunione dei beni

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Care lettrici e cari lettori, 

questa settimana voglio proporvi un argomento che oltre ad essere molto comune è davvero importante conoscere soprattutto per i risvolti giuridici che può determinare nella vita dei soggetti interessati.

Ad oggi sono davvero tantissimi i giovani sposi in regime di comunione dei beni che, per coronare il proprio sogno d’amore ed acquistare la tanto desiderata casa dove passare tutta la vita insieme, sono costretti a chiedere aiuto ai propri genitori affinché, magari con qualche donazione, contribuiscano all’acquisto.

OAnche se si tratta sicuramente di un aiuto non indifferente ed apprezzabile, sarebbe bene che in casi del genere gli acquirenti valutassero concretamente quali potrebbero essere le ripercussioni di una siffatta decisione.

Infatti, c’è il rischio che in futuro potreste avere brutte sorprese, ad esempio venendo ad apprendere tramite un legale di fiducia che quella casa che avete tanto desiderato non ricade nella comunione dei beni…o almeno non del tutto.

Sembra terribile vero?

Eppure è quello che una recente pronuncia della Cassazione ha stabilito con l’ordinanza 20336/2021 del 16 luglio scorso.

I Giudici della seconda sezione civile della Corte di Cassazione hanno infatti stabilito che qualora un bene immobile sia stato in parte acquistato con denaro derivante da una donazione indiretta, solo la parte non coperta dal suddetto denaro (e quindi pagata dai coniugi con denaro proprio), rientra nella comunione legale dei coniugi, mentre la parte pagata con il denaro di mamma e papà sarà e rimarrà di proprietà esclusiva del donatario.

Ma in pratica cosa significa?

Significa che se sono sposata/o in regime di comunione dei beni e decido di acquistare la casa coniugale insieme al mio coniuge e se i SUOCERI e/o miei GENITORI, decidono di aiutarci economicamente per detto acquisto, ad esempio pagando una somma corrispondente al 60% del valore/prezzo dell’immobile, la casa entrerà in comunione soltanto per il 40%. Ergo, mentre al coniuge beneficiario della donazione spetta l’80% del bene, all’altro coniuge verrà riconosciuto soltanto il rimanente 20%.

Conseguenza non da poco, vero?

Ora vi spiego facilmente il motivo.

Se un genitore dà del denaro al proprio figlio versandolo direttamente sul suo conto corrente affinché questi possa acquistare una casa, compie una cosiddetta donazione indiretta, con la conseguenza che il bene acquistato con quel denaro non ricade nella comunione tra i coniugi in quanto la legge esclude dalla stessa i beni ottenuti, anche dopo il matrimonio, con donazioni o eredità, salvo che nell’atto di liberalità o nel testamento sia specificato che essi sono attribuiti ad entrambi i coniugi in comunione.

Ciò vale sia nei casi di donazione indiretta, come quello che abbiamo appena visto, sia nei casi di donazione diretta avente ad oggetto l’immobile, che si verifica ad esempio nell’ipotesi in cui i genitori donino direttamente al figlio una casa.

Diversa, invece, è l’ipotesi in cui un soggetto dona dei soldi al figlio, a prescindere da come quest’ultimo deciderà di utilizzarli. In questo caso, infatti, si parla di donazione diretta avente ad oggetto del denaro, con la conseguenza che, qualora il denaro sia poi arbitrariamente impiegato dal donatario – sposato in comunione dei beni – per acquistare una casa, l’immobile cadrà interamente in comunione.

COSA NE PENSO IO?

Ritengo che la questione sia importante perché a volte ci convinciamo di diritti che non abbiamo e altre volte non siamo a conoscenza di diritti che ci spettano e meritano di essere tutelati.

Questo è essenzialmente l’obiettivo della mia rubrica, diffondere in modo semplice e mi auguro chiaro la conoscenza di informazioni giuridiche che possono essere utili a tutti. 

Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com o scrivermi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com

 

Avvocato Fulvia Fois

Articolo di Domenica 25 Luglio 2021

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