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RUGBY

Leggenda, esempio, eroe carismatico. Grazie Tito Lupini

Un commosso Polla Roux ha rappresentato la città di Rovigo alle esequie di Tito Lupini in Sudafrica. L’ultimo saluto con la maglia rossoblù numero 3 sul feretro, il pilone destro ha lasciato un ricordo indelebile in Polesine

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JOHANNESBURG (Sudafrica) - Se non ci fosse stata un’emergenza pandemica a Johannesburg, ci sarebbero stati diversi rodigini, compagni di squadra o dirigenti. Come nella finale del 1988, Rovigo con un atto di fede scrisse la storia del rugby e della passione con un treno speciale tutto rossoblù diretto verso Roma, il condottiero di quel miracolo sportivo ha un nome ed un cognome: Tito Lupini.

Leggenda. Non serve dire altro per una uomo straordinario che ha lasciato un segno indelebile nella città in mischia. Due scudetti, 8 anni tra campo e panchina, ha cresciuto con i suoi consigli, ed il suo carisma, generazioni di ragazzi di talento, poi diventati campioni.

Mercoledì 28 luglio nella Chiesa Cattolica di San Carlo a Johannesburg si sono tenute le esequie di Tito Lupini, pilone destro di rara solidità, ed azzurro nella prima storica Coppa del Mondo del 1987. Era figlio di emigrati, fu l’unico sudafricano a giocare quel mondiale, ma con la maglia dell’Italia e al fianco dell’attuale presidente della Federazione Italiana Rugby Marzio Innocenti.

E’ mancato a soli 65 anni Venerdì 23 luglio (LEGGI ARTICOLO) aveva contratto il Covid-19, era ricoverato dai primi di giugno (LEGGI ARTICOLO) a Johannesburg, in Sudafrica.

Tito Lupini ha perso la battaglia contro il virus, la madre 24 ore prima, sempre per il Covid-19 (LEGGI ARTICOLO). Dopo il rugby ebbe successo anche in ambito imprenditoriale esportando in Sudafrica la Ciabatta Polesana.

Per capire chi era Tito (Emilio il suo vero nome) per Rovigo, sono state sufficienti le parole di Polla Roux, ormai “ambasciatore” del Sudafrica in Italia, e del figlio Romano Lupini. Parole struggenti, con le lacrime agli occhi, la voce rotta dall’emozione.

Polla Roux ha rappresentato alle esequie tutta la città di Rovigo, ex giocatore ed allenatore dei Bersaglieri, negli anni è diventato rodigino purosangue.

“Tutte le persone di Rovigo piangono Tito - le prime parole di Polla Roux - perchè hanno perso un eroe, una persona che hanno amato tanto, che avuto un impatto incredibile sulla città. Rappresento il popolo di Rovigo, sono loro che vogliono essere qui, hanno perso una persona con grande carisma, un amico, un eroe. Credo che le persone che avrebbero voluto essere qui adesso, sono i suoi amici, la sua squadra del 1988, la squadra di Tito, i suoi amici. Molti mi hanno mandato messaggi, come Massimo Brunello ed Alberto Moscardi, e mi hanno chiesto di abbracciare la famiglia, perchè volevano esserci, purtroppo non è stato possibile. Questo mi dà l’opportunità di essere qui a nome della città di Rovigo, che ha sempre dato una grande opportunità a noi sudafricani, una città che è diventata anche mia. Come Tito ho giocato qui, ho allenato qui e sono stato il capitano di questa squadra. Per me è un onore essere qui oggi, a nome di tutta Rovigo, a rendere omaggio a Tito Lupini”.

Anche nel 2001, per le esequie dell’indimenticato presidente Carlo Bego, fu proprio Polla Roux a parlare a nome della squadra. “Quando sono venuto a Rovigo - racconta Polla Roux - mi hanno sempre parlato di questo pilone aggressivo, il vostro capitano, il vostro allenatore, mi avete detto era il punto di riferimento, se tu un giorno vuoi indossare la maglia rossoblù devi essere come Tito Lupini, tu devi giocare come lui. Tito per tutti i sudafricani che sono venuti a Rovigo è stato un punto di riferimento, è stato il livello dove si doveva arrivare per indossare quella maglia, un esempio. Ogni volta che mi servivano dei consigli bastava alzare il telefono, Tito Lupini rispondeva, era uno di voi, parlava il dialetto rodigino, Tito aveva sempre il vostro rispetto”.

“Tito era un uomo carismatico, aveva il rispetto dei compagni, lo si vedeva nelle conviviali, quando parlava tutti lo ascoltavano. Quando ritornava a Rovigo era difficile fare anche 5 metri, tutti lo fermavano, tutti volevano ancora un pezzo di lui, non c’è dubbio che mancherà a tutta la città”.

Polla Roux ha poi letto i messaggi istituzionali del presidente della Federazione Italiana Rugby, del Sindaco di Rovigo e del presidente della Rugby Rovigo Delta.

“La perdita di Tito è un grande dolore per il rugby italiano che rappresento, e anche per me - le parole di Marzio Innocenti - era uno dei ragazzi che con me aprì la Coppa del Mondo in un giorno di pioggia, sole e in un campo pieno di gabbiani. Di fronte a noi c’erano gli All Blacks, avversari durissimi, ma mai come un destino che porta via un amico così precocemente. Tito era una roccia a cui aggrapparsi durante le tempeste, anche grazie a lui se, dopo il disastro iniziale in Nuova Zelanda, rialzammo la testa e finimmo vincenti. A Rovigo Tito ha significato una nuova epopea vincente, i legami che seppe creare furono fortissimi, tutto il rugby italiano si stringe attorno alla moglie e ai figli e a tutta la famiglia”.

“Il sindaco di Rovigo, a nome di tutta la Giunta esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Tito Lupini - il messaggio di Edoardo Gaffeo - leggendario pilone ed allenatore della Rugby Rovigo, è stata una figura storica per tutta la città, un grande atleta, grande imprenditore e grande uomo per la sua umanità che resterà nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, e di percorrere un pezzo di vita assieme. Il suo ricordo resterà indelebile. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di grande dolore”.

“Molto spesso non ti rendi conto del peso e dell’impatto che una persona può avere in comunità lontana, come presidente della Rugby Rovigo Delta - il messaggio di Francesco Zambelli - è doveroso testimoniare quanto la tua figura, Tito, abbia segnato, ispirato, guidato, i nostri giovani, i nostri tifosi, e la città di Rovigo negli ultimi 30 anni. Tu ci hai dimostrato nello sport, come nella vita, si può vincere anche senza essere i più forti, e che valore come cuore, passione, e senso di appartenenza, abbiano più importanza di quelli tecnici o economici. Potremmo definirti icona, maestro ma per te Tito l’appellativo più appropriato è Leggenda, perché le leggende non muoiono mai. Gli insegnamenti che hai lasciato rimarranno per sempre. Grazie Tito non ti dimenticheremo mai”.

A questo punto Polla Roux ha appoggiato sul feretro la maglia numero 3 rossoblù, chi l’ha portata dopo di lui ha sempre dovuto fare i conti con qualcosa di inarrivabile.

Tra i tanti interventi struggente quello del figlio Romano che ha ringraziato in italiano la città di Rovigo.

Ora alla città di Rovigo non resta che ricordare Tito Lupini con un gesto concreto, magari intitolandogli una via, una parco giochi, un luogo simbolo dello stadio Battaglini. Intanto per Tito mercoledì l’ultimo viaggio prima di incontrare nuovamente Milto Baratella, il dirigente rossoblù che lo convinse a venire a Rovigo.

A tutta la famiglia, alla moglie Rowen ai i figli Romano, Brenno e Daniela a cui vanno le condoglianze di tutta la redazione di RovigoOggi.it.

Articolo di Mercoledì 28 Luglio 2021

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