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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

Ricorso al Presidente della Repubblica per bloccare la piattaforma Teodorico in area protetta nel Delta del Po

Dopo il ricorso al Tar presentato dalla Provincia di Rovigo, dall'Ente Parco Delta del Po e nove comuni arriva quello straordinario a Sergio Mattarella delle organizzazioni ambientaliste

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ROMA - Non si può fare, secondo le Leggi italiane e quelle comunitarie, ma lo vorrebbero fare ugualmente. E' stato presentato a Roma, il 27 luglio da ClientEarth, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, WWF Italia e Greenpeace Italia un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento del decreto del Ministero della Transizione Ecologica - emanato lo scorso marzo in accordo con il Ministero della Cultura - che dà parere positivo circa la compatibilità ambientale del progetto Teodorico, finalizzato allo sfruttamento di idrocarburi al confine con un’area marina protetta alla foce del Delta del Po, patrimonio dell’Unesco.

Provincia di Rovigo ed Ente Parco Delta del Po, insieme a nove comuni del delta hanno già presentato ricorso al Tar contro l'autorizzazione (LEGGI ARTICOLO) mentre la Regione del Veneto, al momento, si dichiara contraria, ha approvato in consiglio regionale una mozione presentata dalle consigliere polesane Simona Bisaglia e Laura Cestari, ma non ha impugnato l'ok ricevuto dal proponente, la Po Valley Operation dai ministri Roberto Cingolani e Dario Franceschini.

Il progetto, promosso dalla Po Valley Operations, sarebbe composto da una piattaforma di sfruttamento del gas, due pozzi e due condutture. La nuova piattaforma si collegherebbe a un’altra già esistente, gestita da Eni. Teodorico sorgerebbe al confine con l'area marina protetta "Adriatico Settentrionale Veneto - Delta del Po", istituita di recente per la conservazione di specie protette come il tursiope e la tartaruga marina.
Le autorità italiane hanno proposto quest’area come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), o "sito Natura 2000", ai sensi del diritto UE. Secondo una legge introdotta nel 2010, le attività offshore legate allo sfruttamento di idrocarburi sono vietate entro 12 miglia dal confine con aree marine protette. Per questa disposizione, dunque, l’autorizzazione concessa al progetto Teodorico andrebbe contro il diritto nazionale, oltre che comunitario.

«Il parere positivo dato a questo progetto di sfruttamento di gas che avverrebbe al confine di un'area protetta, e senza nemmeno valutare che impatto potrebbe avere su di essa, è incomprensibile ed è una palese violazione della normativa nazionale e comunitaria sulla protezione della natura», affermano le organizzazioni ambientaliste. «Le autorità italiane hanno l'obbligo di proteggere il patrimonio naturale del Paese non solo per l’importanza storica ed economica che ricopre, ma anche per il ruolo cruciale che gioca nella salvaguardia del nostro futuro. Due crisi parallele minacciano la vita sulla Terra: la crisi climatica e la perdita di biodiversità. Dare la priorità allo sfruttamento dei combustibili fossili rispetto alla protezione della fauna selvatica le aggrava entrambe».

Il progetto Teodorico è già stato accolto da proteste pubbliche e da critiche provenienti da tutto lo spettro politico tanto che è in programma una maratona oratoria con i 100 NO alle trivellazioni in alto adriatico in provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO). Un ricorso è già stato presentato dalla direzione del Parco regionale del Po, da nove comuni e dalla Provincia di Rovigo.
Si teme inoltre che questo progetto contribuisca ad aumentare ulteriormente il rischio di subsidenza, il progressivo sprofondamento del terreno che già avviene a un ritmo allarmante a causa dello sfruttamento dei combustibili fossili in atto nella regione.

Il via libera a Teodorico è infine incoerente con lo sviluppo del piano (c.d. Pitesai) finalizzato a identificare, sul territorio nazionale, le aree idonee per i progetti legati allo sfruttamento degli idrocarburi. Mentre il piano è in fase di sviluppo, tutte le attività di ricerca e prospezione sono sospese. Sebbene la sospensione non riguardi direttamente il progetto Teodorico, il piano potrebbe rivelare - in attesa del rilascio della concessione di coltivazione di Teodorico - che il sito non è idoneo all’esercizio delle relative attività.
Articolo di Giovedì 29 Luglio 2021

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