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POLITICA VENETO

Veneto che Vogliamo: "Su Grafica Veneta neanche una parola da Luca Zaia"

Il gruppo di minoranza in Regione Veneto rimprovera il presidente regionale sulla questione riguardante l'azienda che ha prodotto mascherine durante il primo lock down

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VENEZIA - "Non siamo ciechi, ma non abbiamo visto batter ciglio da Luca Zaia: il presidente della Regione non trova il tempo per spiccicare una sillaba su quanto successo a Grafica Veneta". Così il gruppo del Veneto che Vogliamo che chiede, di fatto, un intervento da parte del presidente Luca Zaia sulla questione che sta riguardando l'azienda veneta, che ha prodotto mascherine durante il primo lock down. 

"Eppure il caso ha fatto il giro d'Italia, è accaduto in Veneto e riguarda la famosa azienda che aveva donato due milioni di “mascherine” alla Regione: allora Zaia ci fece un bel servizio Tv".

"Ma non tutto tace a destra. I consiglieri regionali leghisti hanno pensato bene di accusare l’opposizione di mettersi contro le aziende venete e che le colpe sono del centrosinistra perché favorirebbe l'immigrazione".

Proseguendo: "Quando si costruisce per anni il proprio pensiero politico attorno al disprezzo e all'odio per gli 'altri', che poi sono sempre gli altri poveri, si finisce così. Si finisce con lo stare contro il lavoratore, lo sfruttato, il più debole. Si finisce con l'ignorare scientificamente i tanti lavoratori immigrati. Li si disumanizza, li si rende invisibili, li si accusa di tutti i nostri problemi. Si inventa il 'prima gli Italiani'. E su questo impoverisce il livello sociale, economico e civile del Veneto stesso".

"Sì, anche economico, perché una cosa è certa: non è e non sarà lo sfruttamento di schiavi a far sviluppare la nostra economia, ma piuttosto la affosserà. Fortunatamente, sono tante le aziende che lavorano bene e che nulla hanno a che fare con queste forme di sfruttamento degne del 1800, il secolo al quale sembra appartenere il pensiero leghista. Ferma restando la presunzione di innocenza".

"Non possiamo dimenticare le parole del patron di Grafica Veneta che nel 2018 andava sui giornali a dire: “Mi domando che razza di Paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione ma si rifiuta il lavoro. Su 25 posti aperti ne ho coperti solo 4 in tre mesi. Qualche ragazzotto che dà la disponibilità c’è ma poco dopo rinunciano per via dei turni che reputano troppo pesanti”.   

"Ci chiediamo anche noi che razza di Paese sia quello pieno di lavoratori sottopagati e precari e pieno anche di infortuni sul lavoro, spesso mortali, particolarmente numerosi in Veneto, purtroppo".

Concludendo: "E’ per questo che sosteniamo la richiesta della consigliera regionale de Il Veneto che vogliamo Elena Ostanel che ha presentato un'interrogazione per sapere come la Regione intenda intervenire in questo ambito, se c’è l’intenzione, ad esempio, di potenziare finalmente le risorse del Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, che ad oggi non ha la possibilità di agire con efficacia e se si intendano chiudere i rapporti lavorativi o comunque di collaborazione con le aziende che si macchiano di reati di caporalato".

"Il lavoro in Veneto non può e non deve essere quello del caso Grafica Veneta e per cambiarlo riteniamo sia necessario anche cambiare segno politico al governo della Regione".
Articolo di Sabato 31 Luglio 2021

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