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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Il caldo non ferma la raccolta firme dei referendum per una Giustizia più giusta

Forza Italia plaude alla preparazione dei cittadini che stanno continuando a dare il proprio assenso alla celebrazione dei 6 referendum di riforma della Giustizia

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ROVIGO - Anche a Rovigo Forza Italia continua il proprio impegno nella raccolta firme in favore dei referendum sulla Giustizia (LEGGI ARTICOLO); il caldo non ha fermato iscritti e simpatizzanti che con diligenza hanno atteso il proprio turno per sottoscrivere i temi referendari.

I quesiti posti andranno a rafforzare la riforma impostata dal governo che è in discussione nei prossimi giorni in parlamento. Molto interesse da parte dei cittadini, così come nei gazebo degli alleati che raccolgono le firme; l’informazione e la disinformazione di questi anni hanno spinto i cittadini a ritenere la riforma della Giustizia una delle riforma prioritarie per il Paese, con benefici in favore dei cittadini, delle aziende e di chi produce reddito.

Siamo molto contenti della preparazione dei cittadini, se fino a qualche anno fa la riforma della Giustizia sembrava una battaglia ad personam di Silvio Berlusconi oggi è diventata una questione nazionale, dove, esclusi i cadenti Cinquestelle, tutti gli altri movimenti e partiti stanno sostenendo questa esigenza di riforma che riguarda le libertà dei nostri cittadini e il comune sentire di una giustizia più giusta. Noi non ci fermeremo” ha commentato il coordinatore provinciale vicari di Forza Italia a Rovigo Andrea Bimbatti.

Il primo quesito riguarda la riforma del Csm ed il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Consiglio superiore della magistratura. Il referendum chiede l’abrogazione della raccolta per evitare che la candidatura venga appoggiata da una corrente interna e per consentire a chiunque di candidarsi senza scendere a patti con il "correntismo".

Il secondo riguarda la responsabilità civile dei magistrati. Oggi la legge prevede che un cittadino danneggiato da una sentenza possa rivalersi solo contro lo stato, ma non possa chiamare in causa direttamente il magistrato che ha cagionato il danno.

Il terzo quesito interviene sulla valutazione dell’operato dei magistrati attraverso commissioni che possono essere composte anche da membri non togati, gli avvocati per esempio, ma con diritto di voto.

Il quarto referendum interviene sulla separazione delle carriere. Della questione si è occupata anche la commissione ministeriale di esperti nominata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia che ha proposto di limitare a due e non più a quattro le volte in cui si può realizzare il passaggio dalla funzione di pubblico ministero alla funzione di giudice, o viceversa. Il quesito del referendum è più restrittivo e prevede di separare nettamente le funzioni di pubblico ministero e giudice, senza più la possibilità di passare dall’una all’altra.

Il quinto quesito riguarda la limitazione agli abusi della custodia cautelare, cioè la custodia preventiva a cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza, nei casi in cui c’è il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di compimento di nuovi e gravi reati. Il quesito referendario limita il carcere preventivo solo ed esclusivamente alla terza ipotesi di pericolo, e cioè ai soli reati gravi.

L'ultimo referendum chiede di abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. Questo significa maggiore tutela per tutti i sindaci e gli amministratori locali.
Articolo di Sabato 31 Luglio 2021

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