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SANITA’

Per la Cgil la situazione sta peggiorando, medici con carichi di lavoro insostenibili

Nel 2020 ogni medico dell’Ulss 5 Polesana ha fatto una media di 180/200 ore di straordinario con punte che hanno superato le 1000/1200 ore a singolo professionista, la denuncia di Davide Benazzo, Segretario Generale Fp Cgil Rovigo

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ROVIGO - “La situazione degli organici Medici e dei Dirigenti Sanitari dell’Ulss di Rovigo impone una seria riflessione sulla reale capacità della nostra Ulss a far fronte alla situazione sanitaria del nostro territorio. Dati alla mano nel 2020 ogni medico ha fatto una media di 180/200 ore di straordinario con punte che hanno superato le 1000/1200 ore a singolo professionista, in barba a qualsiasi norma sul diritto e sicurezza del lavoro, oltre ai rischi sanitari e professionali che ne conseguono”.

Lo sottolinea Davide Benazzo, Segretario Generale Fp Cgil Rovigo “Questi numeri, tradotti in persone, ci rappresentano una realtà dove i Medici della nostra Ulss, poco più di 400 su di un organico con più di 500 Dirigenti, hanno sviluppato uno straordinario pari a circa altri 45 professionisti con carichi di lavoro estenuanti. E’ una emergenza, e nel grande senso di responsabilità e professionalità tutto questo ci sta e nessuno lo contesta. Il grande problema è rappresentato da una situazione che non solo non cambia, ma sta peggiorando. La pandemia non allenta la presa e tutta l’attività legata al tracciamento e profilassi continua ad impegnare enormemente il sistema. Tutta l’attività ordinaria, per il blocco/rallentamento di questi 18 mesi, diventa un ulteriore macigno, mentre la crescita dei casi Covid comincia a far prevedere un altro autunno fortemente impegnativo che ricadrà ancora sulle stesse persone che già hanno dovuto reggere sulle loro spalle il sistema dalla prima ondata ad oggi”.

“La situazione dello straordinario nel 2021 non è cambiata - continua Davide Benazzo - e si continuano a fare centinaia e centinaia di ore oltre l’orario ordinario, senza però riuscire a vedere una soluzione. Tutto questo in una situazione dove da anni si lancia l’allarme della carenza di medici e dell’impossibilità di reperirli per assumerli. Il disco, ormai vecchio e rotto, che ci racconta un’Azienda impegnata con concorsi che vanno deserti, non soddisfa più nessuno. Il pensiero che si possa continuare a dare risposta con le prestazioni aggiuntive incentivando economicamente, in una sorta di libera professione aziendale, parte dell’orario straordinario, tralasciando le centinaia di ore non pagate e la burocrazia di un sistema che paga l’attività con tempistiche molte volte assurde ed inaccettabili, è una proposta ormai irricevibile perché non si sta più parlando di disponibilità pagata bene, ma della salute e sicurezza del professionista che non ce la fa più. Tutto questo impone una seria ed urgente riflessione per un sistema che rischia il collasso e l’ingovernabilità, soprattutto in una provincia come la nostra che già soffre della periferizzazione in un sistema sanitario concentrato nei grossi centri e che negli ultimi 25 anni ha desertificato e privatizzato il territorio. Pensare che a tenere in piedi il nostro sistema sanitario siano gli stessi lavoratori che da 18 mesi fanno straordinario e faticano a fare qualche giorno di ferie è da incoscienti. La Politica, la nostra Ulss, la Regione, devono assumersi il ruolo e la responsabilità di fare le necessarie scelte organizzative e di investimento, altrimenti ai Lavoratori non rimarrà che la protesta con le disastrose conseguenze su di un sistema già fragile dove a pagarne il prezzo sarà il nostro territorio, già debole, e i cittadini che vi abitano”.

 

Articolo di Mercoledì 4 Agosto 2021

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