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ROVIGO CHE CAMBIA

La soddisfazione della lista Menon: Finalmente dal consiglio un impegno concreto per il nuovo tribunale di Rovigo

"Dov'è finita la coerenza per la maggioranza dei consiglieri di maggioranza?" si chiede la lista Menon ricordando che se fosse passata la mozione Rovigo medioevale, il nuovo tribunale sarebbe oggi probabilmente in campagna

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ROVIGO - “Finalmente il consiglio comunale si esprime e si impegna sulla questione dell’allocazione degli uffici giudiziari in città, e noi non vedevamo l’ora di votare finalmente un impegno concretoesordisce Silvia Menon della omonima lista civica guidata dal capogruppo Mattia Milan in consiglio comunale a Rovigo dopo il voto all'unanimità dei presenti alla mozione presentata in consiglio per impegnare giunta e sindaco a ratificare un accordo di programma entro 30 giorni che preveda la demolizione dei fabbricati non vincolati dell'ex questura per la costruzione del nuovo tribunale.

Subito ad agosto 2019 il nostro capogruppo Mattia Milan aveva esortato a portare in consiglio comunale l’importante decisione, sottolineando l’importanza di escludere sedi in periferia con consumo di suolo. A febbraio 2020 il consiglio comunale si esprime con una mozione sull’importanza del Tribunale in centro” continua Menon nella cronistoria degli eventi.

Successivamente un lungo silenzio, fino a che non apprendiamo che il sindaco, esortato a fornire delle opzioni al ministero di Giustizia, in una riunione in videoconferenza con l’assessore Catozzo a fine dicembre, individua la Banca d’Italia e il palazzo della Provincia oppure la sede di Asm Spa. Nessuna condivisione con il consiglio, anzi sempre dai giornali apprendiamo che il sindaco e il portavoce della sua lista caldeggiano apertamente la soluzione su Banca d’Italia e Palazzo Provincia.

Ma i Ministeri e il Tribunale individuano come potenzialmente valida anche l’ipotesi del Tribunale nell’Ex Questura in Vicolo Donatoni ora di proprietà del Demanio.

A questo punto ci siamo visti costretti ad usare il Tuel e ad autoconvocare un consiglio per parlare e far capire che dobbiamo dare la possibilità anche di questa soluzione, che incontra anche il favore dell’Ordine degli Avvocati e del Comitato tribunale in centro.
Durante il consiglio comunale a marzo, i consiglieri delle liste di Gaffeo si assentano per far mancare il numero legale, in spregio alle regole della democrazia.

Arriviamo al 29 aprile 2021 alle due di notte: i consiglieri delle liste Gaffeo presentano una mozione per la Salvaguardia della Rovigo medievale che impediva la soluzione più centrale dell’ex questura ove comportasse “aumenti di volumetrie tali da prevedere deroghe allo strumento urbanistico”.
Mozione bocciata con voto contrario dell’opposizione e di 5 consiglieri del Pd, il sindaco rassegna le dimissioni e i 5 consiglieri sono oggetto di una campagna d’odio social mai vista, con parole indicibili, fomentata anche da altri consiglieri comunali.

Il 12 maggio il Ministero e il Tribunale al tavolo con il Prefetto fanno la scelta: sarà l'ex questura. Il 20 maggio il sindaco ritira le dimissioni perché la sua maggioranza ha ritrovato l’equilibrio.

Arriviamo quindi a fine luglio 2021: il ministero di Giustizia convoca il sindaco perché vuole sapere se è ipotizzabile strada della demolizione e ricostruzione, prima di farsi assegnare il bene dal Demanio, altrimenti senza questa rassicurazione… è chiaro che non si impegnano milioni di risorse”.


E’ scritto chiaro nel documento del Demanio, la soluzione ottimale è demolire e ricostruire con aumento del volume pari al massimo a 828 mc con il limite dell’altezza massima dell’edificio esistente – afferma Silvia Menon - Per fare questo serve molto di più di una deroga allo strumento urbanistico, serve un vero e proprio accordo di programma, che con la mozione del 4 agosto ci siamo impegnati a ratificare.

Ecco allora che quei consiglieri che il 29 aprile votarono contro alla mozione Salvaguardia della Rovigo medievale, hanno fatto bene e oggi hanno riconfermato con coerenza la loro volontà, cosa che non possono dire in tutta onestà le liste di Gaffeo. Ma soprattutto dov’è la coerenza del sindaco che diede le dimissioni per la bocciatura di quella mozione che oggi sconfessa promuovendo sia l’aumento di volumetria che l’accordo di programma?” si chiede Silvia Menon.

Noi quattro consiglieri della civica, Mattia Milan, Marco Bonvento, Damiano Sette, Silvia Menon – conclude Menon -, non vediamo l’ora si rigeneri quel vicolo abbandonato, a cui il Comune per noi, dovrebbe aggiungere la zona limitrofa degli ex vigili del fuoco, per vedere finalmente vissuta una zona centralissima della città.
E speriamo sia finito il tempo dei capricci e si vada dritti all’obiettivo, scongiurando un tribunale tra i campi con nuovo consumo di suolo”.
 
Articolo di Giovedì 5 Agosto 2021

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