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POLITICA PAPOZZE

Piermarino Veronese: "L'amministrazione comunale non ha rispetto di regole e leggi"

Il consigliere comunale di Papozze (Rovigo) chiarisce il suo punto di vista ancora una volta su quello che è il comportamento dell'amministrazione comunale del sindaco Pierluigi Mosca

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PAPOZZE (Rovigo) - "Spesso nella mia vita mi sono emozionato. Tanta l'emozione provata il giorno dei due ori italiani nei 100 metri e nel salto in alto. Sempre tante lacrime hanno solcato le mie guance sin dalle prime note dell' Inno Nazionale, in uno sciabordio silenzioso mischiato a rumorose, umide ispirazioni nasali. Lacrime che scendevano, forse un po' meno di quelle mentre assistevo alle partite di rugby di mia figlia Diletta quando orgogliosamente vestiva la maglia azzurra dell'Italia". Così il consigliere comunale di Papozze Piermarino Veronese che, per protesta, ha deciso di non presenziare durante l'inno d'Italia, nell'ultimo consiglio comunale.

"Sempre è stata viva in me la speranza di rendere alla mia Patria un po' di quanto lei mi aveva donato. Credo, spero di averla onorata da giovane ufficiale in quel tempo ormai lontano quando la tragicità degli eventi si abbattevano in quella dolorosa campagna che è stata il terremoto del Friuli. Oggi pensavo di onorarla con il mio costante, assiduo e tenace impegno partecipando alla vita del mio comune".

"Qualche meccanismo deve essersi inceppato se sono arrivato ad allontanarmi dalla sala consiliare alle prime note di Fratelli d'Italia che, dopo anni ero riuscito a far risuonare tra le tetre stanze di una amministrazione cieca e sorda al rispetto delle regole e delle leggi. Si, volutamente ho agito ed arditamente ho abbandonato l'aula perchè mi sembrava di offendere l'onore della mia Bandiera diventando correo delle scelleratezze altrui".

Concludendo: "Entrare in un agone che rifugge la lealtà ed il rispetto per quelle persone che non condividono le loro stesse vigliacche ed opportunistiche vocazioni, "signor si" (yes man) che per anni hanno accompagnato inesorabilmente Papozze sulla soglia del fallimento totale, del degrado civico ed ambientale come mai si era visto dal dopoguerra quando, almeno, vi era solidarietà tra le persone sono continui colpi al cuore".

"Quando la tanto agognata democrazia fugge via ed escono le lame acuminate dell'odio e della violenza più becera, dove non sei un avversario ma un nemico da abbattere ed eliminare, allora tutto scema nel baratro dell' assolutismo. Se sei loro amico vali ed ottieni, in caso contrario il patibolo. Prefetto ma dove sei?". 
Articolo di Sabato 7 Agosto 2021

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