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ECONOMIA INVESTIMENTI

Pieralberto Colombo (Cgil Rovigo): "Tavolo permanente in As2 per la Zls, al momento il territorio è impreparato"

Agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative previste dalla Zls da sole potrebbero non essere sufficienti a convincere varie aziende ad insediarsi nei Comuni della provincia di Rovigo secondo il segretario generale di Cgil Rovigo

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ROVIGO - La conferenza stampa del 04 agosto scorso, nella quale è stato presentato il definitivo Piano di sviluppo strategico (LEGGI ARTICOLO) indispensabile per l’invio al Governo della proposta d’istituzione della Zls, si chiude la prima fase di programmazione e proposta dei territori (LEGGI ARTICOLO).

Nella conferenza stampa è stata largamente evidenziata la potenzialità di tale strumento per la crescita delle aree interessante anche da un punto di vista occupazionale (creazione di 177.000 posti di lavoro nei prossimi dieci anni). Questi “numeri” finiscono per accrescere ulteriormente  le aspettative da parte dei polesani sul positivo impatto dichiarato che potrebbe avere la Zls e contemporaneamente accrescono le responsabilità su chi sarà chiamato a gestire e realizzare in concreto le previsioni contenute nel piano strategico.

"Su questi ultimi aspetti come Cgil - dichiara il sedegretario generale di Cgil Rovigo Pieralberto Colombo - riteniamo sia utile fare qualche considerazione. La fase appena conclusa è stata nella nostra Provincia purtroppo abbastanza deficitaria rispetto al confronto vero tra tutti gli attori del territorio che poteva accompagnare le proposte sul piano strategico. Come Cgil Cisl e Uil provinciali abbiamo in varie occasioni, anche pubbliche, sottolineato e richiesto che sarebbe stato opportuno che tutte le istituzioni locali - non solo i 16 Comuni interessati che pure hanno lavorato in grande armonia e collaborazione tra loro – le associazioni datoriali (a partire da Confindustria che ha il merito di aver avuto l’idea e costruito il progetto) e le organizzazioni sindacali potessero lavorare insieme ed in sinergia, in un unico “tavolo”, per elaborare proposte ai fini della definizione del piano strategico e per chiedere in maniera compatta e più forte come territorio che tali proposte trovassero riscontro concreto all’interno del piano e nella sua successiva messa a terra. Anche le corrette osservazioni effettuate di recente dal alcuni dei Comuni interessati avrebbero così potuto io credo trovare maggiore attenzione.

E’ evidente a tutti che le agevolazioni fiscali e le semplificazioni amministrative previste dalla Zls, seppure importanti, da sole potrebbero non essere sufficienti a convincere varie aziende ad insediarsi nei nostri Comuni per portare a compimento anche da un punto di vista occupazionale quanto ad oggi dichiarato. Molte altre sono infatti le motivazioni che determinano la scelta delle imprese su dove insediarsi.

Nel nostro territorio in molti casi mancano le necessarie infrastrutture viarie; non solo strade da percorrere con camion ma, per uno sviluppo necessariamente attento all’impatto ambientale, ancor più l’annosa problematica delle vie d’acqua e ferrovie locali ad oggi quasi inesistenti nella nostra Provincia e che dovrebbero essere la priorità, essendo necessario collegare il porto di riferimento di Marghera con il retro-porto cioè i sedici Comuni polesani interessati. Con la necessità di reperire le necessarie risorse economiche per tali investimenti.

Insufficienti appaiono le necessarie infrastrutture digitali e nessuna discussione si è davvero aperta su quali insediamenti o filiere puntare coerenti con le vocazioni del territorio, rispettose dell’ambiente e che possano portare non solo quantità ma anche qualità del lavoro (in cui sta dentro anche la massima tutela alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) che rimane una delle condizioni principali per garantire uno sviluppo vero e duraturo.

Correlato a tutto ciò, vi è il tema di quali professionalità sarebbero necessarie e come intervenire nell’ambito locale della formazione ed istruzione. Senza dimenticare il corredo di adeguate politiche abitative e sociali (le ricadute legate all’arrivo non governato di Amazon dovrebbe quantomeno averci insegnato qualcosa).

Ecco perché come organizzazioni sindacali diciamo da tempo che, in termini di risorse, la questione Zls andrebbe correlata con altre opportunità, quali ad esempio le risorse previste per le Aree Interne o quelle del Fesr. Solo così si potrebbe mettere a sistema una proposta ampia che guardi allo sviluppo complessivo di tutto il Polesine.
Al momento questo ancora non è avvenuto e per tale ragione Cgil Cisl e Uil anche nelle osservazioni al Piano Strategico hanno proposto l’istituzione di un tavolo permanete di governance della Zls che tenga dentro tutti gli attori coinvolti. Tentiamo insieme di realizzarlo già dai prossimi mesi, rimediando a quanto ad oggi non si è riusciti a fare.

Per la Provincia di Rovigo il “luogo” per la creazione di un tavolo con le finalità sopra esposte potrebbe essere la stessa As2 vista la composizione sociale dell’ente stesso e vista la recente acquisizione del ramo d’azienda di Consvipo relativo alla progettazione anche su bandi europei.

Una rete di enti e parti sociali in grado di lavorare così insieme, ognuno per le proprie competenze, arricchirebbe enormemente di idee e proposte il territorio a partire dalla realizzazione di quanto previsto per la Zls, creerebbe un fronte che darebbe più forza all’interlocuzione con le istituzioni regionali e nazionali e potrebbe rendere stabile un importante metodo di lavoro e confronto per ogni strumento ed opportunità di sviluppo futuro (pensiamo anche alla prossima ricaduta in progetti locali dei fondi previsti dallo stesso Pnrr).

Al contrario, il rischio è che anche la stessa ZLS finisca per trasformarsi nell’ennesima incompiuta".
 
Articolo di Sabato 7 Agosto 2021

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