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POLITICA

Forza Italia: "Che barba, che noia, in maggioranza a Rovigo"

Il partito di Silvio Berlusconi ricorda a civici populisti o pseudo civici con un passato di partito l'importanza delle organizzazioni politiche serie, quelle che si trovano a Roma o in Regione a Venezia, per non finire nella condizione in cui versa Adria

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ROVIGO - "Siamo costretti a scomodare due mostri sacri della televisione italiana per descrivere l'attuale situazione che descrive al meglio l’amministrazione comunale, che sta trasformando la casa comunale in “casa Vianello”. Lasciamo scegliere a loro chi interpretare Sandra e a chi Raimondo - afferma il coordinatore provinciale vicario Andrea Bimbatti -, ma ancora oggi, non se ne può più di ascoltare professori o presunti tali che danno pagelle a destra e a manca, magari travestiti da civici dopo un passato di almeno vent'anni di politica di partito per alcuni, e qualche anno in meno per altri (LEGGI ARTICOLO).

Un matrimonio forzato che ha portato il centro sinistra a vincere quasi per caso, come sempre al secondo turno, continuando in una denigrazione costante dei partiti che sono le fondamenta e a mio avviso anche il futuro della democrazia nel nostro Paese.

Forse sognando una nuova Adria i civici rodigini minacciano rotture insanabili, perché mal digeriscono i partiti, gli stessi che hanno consentito negli anni di accantonare milioni  di euro oggi a disposizione dell’amministrazione, gli stessi che da Roma o da Venezia, attraverso le istituzioni consentono di finanziare opere ed iniziative delle quali si vanta questa amministrazione.

Abbiamo letto il lungo elenco comunicato dal sindaco, ma se invece di essere in preda all’ansia da prestazione lo avesse riletto con calma, si renderebbe conto che ben poche sono le iniziative realizzate da questa amministrazione, considerando che buona parte sono semplice, logica e banale continuità amministrativa, ed alcuni sono addirittura annunci di cose che la città ha letto solamente sui giornali.

Ai civici così tanto scandalizzati ed infastiditi dalla presenza dei partiti, dopo esserne stati magari dirigenti, vorremmo chiedere quali sono le progettualità sul tavolo per il futuro della città, dov'è la programmazione urbanistica della città, dov'è il percorso che ci porterà magari a trattenere le nuove generazioni a Rovigo, dov'è la programmazione delle opere strategiche per la città, come il ponte sull'Adige e la relativa rotatoria di accesso alla città, o il passante da sempre bloccato a sinistra, la programmazione delle politiche per le frazioni, o esistono frazioni di serie A e serie B? politiche sociali, per la casa, che se non fosse per il mondo del volontariato la situazione economica avrebbe messo in ginocchio il sistema sociale; un'estate dove gli eventi e manifestazioni si contano sulle dita d'una mano, serate con la città completamente vuota.

Il ruolo del capoluogo dovrebbe essere da traino in quanto capoluogo sulla zona speciale, ed invece silenzio anche su questo. E potremmo continuare a lungo, ricordando che la pandemia è ancora purtroppo un evento mondiale, che ci condizionerà ancora speriamo per poco tempo, ma che fuori dai confini del comune di Rovigo stanno già cercando di superare, con le attenzioni del caso, ma sicuramente non stando seduti a guardare".
Articolo di Martedì 10 Agosto 2021

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