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LAVORO NERO

Manodopera clandestina al lavoro in Altopolesine, blitz di Carabinieri ed Ispettorato del Lavoro

In alcuni casi lavoravano solo per il vitto e l’alloggio, guai seri per un’azienda agricola dopo l’indagine dall’Ispettorato del Lavoro in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri di Trecenta (Rovigo)

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TRECENTA (Rovigo) - Al termine di un’indagine condotta dall’Ispettorato del Lavoro in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, sono stati individuati alcuni lavoratori stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno, intenti a lavorare nelle campagne altopolesane. A seguito di un controllo eseguito martedì 10 agosto, e di una ispezione effettuati dal personale civile e militare dell’Ispettorato del Lavoro, congiuntamente a Inps e Stazione Carabinieri di Trecenta, in materia di lavoro a carico di un’azienda agricola del territorio, sarebbero stati trovati tre cittadini cinesi, privi dei necessari documenti per il permesso di soggiorno, due dei quali erano intenti a lavorare nei campi.

L’azienda agricola, anche questa di proprietà di un cinese, è specializzata nella produzione di verdura che coltiva proprio nelle campagne altopolesane. Al datore di lavoro è stato contestato l’utilizzo di manodopera clandestina in violazione del testo unico sull’immigrazione, reato di tipo penale, mentre le tre persone di nazionalità cinese sono state denunciate per la violazione delle leggi sull’immigrazione.

Sarebbero state inoltre riscontrate violazioni sull’orario di lavoro, sui pagamenti e sui riposi previsti.

L’attività è stata comunque sospesa a seguito di un provvedimento adottato per l’utilizzo di manodopera clandestina. Sarebbe addirittura emerso che alcuni di questi lavoratori accettassero di lavorare senza nessuna retribuzione, ricevendo in cambio solamente vitto e alloggio, forse sperando di poter al più presto regolarizzare la loro posizione per poter poi ottenere il permesso di soggiorno.

Articolo di Lunedì 16 Agosto 2021

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