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L'INTERVENTO

Attenzione alla Zls, che non diventi un "vuoto a perdere" per il Polesine

Impostata sulle esigenze del porto di Marghera, la Zls aveva bisogno della provincia di Rovigo per dichiararsi sovra provinciale. Il commento di Giovanni Nonnato del Psi di Rovigo

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ROVIGO - “Già erano troppi 30 campanili nell’Alto Polesine. Basti pensare che il Basso Polesine ne ha otto con una dimensione simile e si sta ipotizzando ancora qualche ulteriore fusione. Ora con la Zls non se ne tolgono 16 all’Alto, ma se ne aggiunge ancora uno” afferma il socialista Giovanni Nonnato rispolverando il suo passato ruolo da assessore provinciale alla Pianificazione.

La Zls è una iniziativa pensata per Marghera (VE) che doveva necessariamente trovare una motivazione sovra provinciale che ne legittimasse l’idea e, soprattutto, le ricadute economiche. Ora pare che il progetto decennale sia stato inviato dalla Regione al Governo e che si sia in attesa di riscontri (LEGGI ARTICOLO). Nel frattempo sulla stampa locale vengono catapultati numeri da capogiro (177.000 posti di lavoro e 40% di incremento nelle esportazioni). Restano troppi, tuttavia, gli interrogativi. Il primo è come riempire questo contenitore che presenta ritardi infrastrutturali di origine remota e con una vocazione che finora è stata prevalentemente agricola. Quale tipologia degli interventi prevedere quindi e quale visione strategica? Soprattutto chi vigilerà per evitare i tentativi, già ce ne sono stati in passato, di farla diventare la “pattumiera” di insediamenti che già altre realtà non vogliono più? Chi vigilerà? Quali i collegamenti organici con la viabilità autostradale? E la Verona Mare che fine farà dal momento che è sparita dai radar della politica?

Per fortuna che è stata recuperata l’organicità di Rovigo e del suo Interporto nella Zls. E’ stato, del resto, uno dei suggerimenti dei socialisti fin dal primo momento. Ma ancora: non è stato individuato un tavolo unitario o una istituzione che superi le incrostazioni del campanilismo e degli stili di vita in una logica di area vasta, il coinvolgimento della politica è stato estremamente marginale e delegato ai veneziani che finora non si sono preoccupati del rilancio del cabotaggio e della autostrada fluviale Venezia Milano.

Questo solo per accennare ad alcune evidenze primarie e per evitare che la Zls non diventi un vuoto a perdere o, peggio, una fonte di emergenze future da affrontare con le classiche improvvisazioni. I polesani hanno sempre bisogno, come San Tommaso, di sbattere il naso prima”.
Articolo di Martedì 17 Agosto 2021

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