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SVILUPPO

Rinnovare l’intesa programmatica d’area

L’intervento di Leonardo Raito sindaco di Polesella (Rovigo): “Pensare che la ZLS, da sola, sia l’unico strumento efficace per garantire il rilancio del territorio è sbagliato”

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POLESELLA (Rovigo) - Lo strumento dell’Intesa Programmatica d’Area per il Polesine risale al finire degli anni novanta e va pertanto ridefinito anche alla luce delle nuove opportunità che sono venute avanti e che si stanno concretizzando.

Pensare che la ZLS, da sola, sia l’unico strumento efficace per garantire il rilancio del territorio è sbagliato, specie se questa opportunità sarà slegata da un progetto complessivo per la provincia intera. Qui deve intervenire la politica, e gli amministratori (mi dispiace per chi lo pensa) non devono abdicare a un proprio ruolo politico. Già sulla ZLS abbiamo perso il treno di incidere, mettendoci a ruota anziché recitare un ruolo da protagonisti. Siamo noi a dover pensare a cosa sarà il Polesine tra vent’anni, e indirizzare investimenti e risorse verso degli obiettivi concreti e plausibili. Inutile pensare a un progetto di rilancio e sviluppo a macchia di leopardo, oggi la ZLS, domani il Parco ecc. Senza una visione strategica e sovraterritoriale siamo destinati al nulla assoluto. Ecco perché la sfida vera potrebbe essere quella della definizione di una nuova IPA. Le IPA, anche se lo sanno in pochi, sono uno strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio fondamentale, attraverso il quale la Regione offre la possibilità agli Enti pubblici locali e alle Parti economiche e sociali di partecipare alla programmazione regionale.

L’intesa programmatica d’area era stata gestita dal Consorzio di Sviluppo: uno strumento che ha esaurito una funzione storica. A rilanciarla potrebbe essere l’ente provincia, insieme ad As2, magari affiancati da una società specializzata in piani di sviluppo. Occorre determinare i punti di forza del Polesine, della sua gente, del proprio tessuto imprenditoriale e di servizi e su quello innestare un ambizioso progetto che riguardi linee di sviluppo settoriale, turistico, industriale, artigianale, agricolo; armonizzazione degli strumenti di pianificazione; una seria analisi delle opportunità e delle prospettive infrastrutturale, senza scrivere libri di favole irrealizzabili; il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse del territorio, senza esclusione.

Anche le risorse del Pnrr potranno essere utilizzate solo se sapremo superare una frammentazione tendente a valorizzare i microprogetti a discapito di quelli d’insieme. Quando penso che gli ultimi progetti d’insieme per il territorio risalgono a mezzo secolo fa, mi viene mal di stomaco. E pensare che a fine ottocento in Polesine si parlava di una rete di collegamento ferroviario leggero capace di connettere tutte le realtà della provincia e oggi non c’è nemmeno una strada a scorrimento veloce che congiunga Rovigo al delta o la Transpolesana all’ospedale di Trecenta.

Non è più tempo di perdere tempo. Sempre ammesso che abbiamo ancora l’opportunità di provarci.

Leonardo Raito
Sindaco di Polesella

Articolo di Lunedì 23 Agosto 2021

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