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POLITICA

Gino Strada, figura che creva discussioni, polemiche e confronti. Dopo la sua morte, il silenzio

Da destra così come da sinistra, è mancato il commento sul fondatore di Emergency. "Non esistono i santi, forse i giusti" commenta Claudio Luciano da Rovigo

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ROVIGO - La morte di Gino Strada, la commozione suscitata, i commenti degli organi di informazione e infine le esequie. Di seguito il pensiero di Claudio Luciano.

"Strada, al di là della meritoria opera di chirurgo di guerra, del principio che ne ispirava l'attività (la cura è un diritto di tutti gli esseri umani a qualunque fazione appartengano), era senz'altro una figura che creava discussioni, polemiche, confronti anche aspri, inclusi i membri di Emergency. Ma anche questo io lo colgo come un segnale positivo: non esistono i santi, forse i giusti, ma i santi sono di pertinenza di che crede a queste cose.

Personalmente credo che tutti noi si sia una specie in cui convivono gli istinti peggiori e i migliori e i giusti sono coloro che nonostante tutto riescono a fare una scelta secondo coscienza, dettata dalla ragione, dalla cultura, dall'educazione, dalla propria indole.
Per il resto penso kantianamente che il genere umano tenda ad assomigliare il più delle volte ad un "legno storto". Non ho una grandissima opinione  di noi tutti. Ma le eccezioni in parte ci riscattano. Strada era una di queste eccezioni pur nei suoi umanissimi limiti.

Un aspetto della vicenda ha colpito l'attenzione: la quasi totale assenza di politici ai suoi funerali come di commenti qualsivoglia dei medesimi.
Ora, ad oggi non mi risulta che da destra sia risuonato pubblicamente alcunché, e la cosa non mi sorprende, data data la pochezza intellettuale e morale di chi in massima parte la rappresenta.
Ma la cosiddetta sinistra? Tutta incidentalmente sparpagliata al mare, ai monti, ai laghi o su qualche mega yacht con esposizione di chiappe al sole?

La sensazione è che chi sceglie la carriera politica sia inesorabilmente risucchiato in un vortice nel quale anche le mediocrità si sentano al centro del mondo, dove ciò che si afferma goda di vita effimera, dove (come scriveva qualcuno) è sufficiente che qualcuno dica "una cosa non vera per essere perso per sempre ... vivendo in una dimensione di comunicazione falsificata". Certo anche qui risplendono rare, luminose individualità condannate a vivere al margine, inascoltate, invise ai più.

Resto faticosamente dell'idea che la politica sia un passaggio necessario nelle vite degli individui che vivono in società organizzate e socialmente evolute, ma a patto che sia un'occupazione temporanea, perché l'impegno per la comunità meglio si esplica in un'attività di buona e solerte amministrazione, nella capacità di avere una visione sulla vita, sul mondo, sui nostri simili che vada molto oltre gli angusti orizzonti della politica che conosciamo.
Chiudo con una parafrasi: ci sono molte più cose fra cielo e terra di quante la politica possa immaginarne".

Claudio Luciano
Articolo di Martedì 24 Agosto 2021

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