ECONOMIA
Regione Veneto la più penalizzata d'Italia: le piccole imprese pagano l'energia elettrica il doppio delle grandi, per il gas, quasi il triplo
+96% per la luce e +178% per il calore sono le differenze che tagliano le gambe alla piccola e media impresa, spesso articiana, rispetto ai grandi gruppi industriali. Una situazione comune che vede la nostra regione maglia nera della competitività
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Il Veneto è tra le realtà più penalizzate
L’Ufficio studi della Cgia sottolinea che in un Paese di nani è lo spilungone a rappresentare l’eccezione. In Italia, invece, succede il contrario. Nonostante il 98 per cento delle nostre aziende abbia meno di 20 addetti, la legislazione è calibrata solo sulle grandi imprese.
L’energia, il fisco, il credito e la burocrazia dovrebbero agevolare la vita delle Pmi, invece sono la causa dell’angoscia che tantissimi padroncini vivono ogni giorno. Tali criticità sono sentite soprattutto nel Veneto; sia perché siamo la regione che ha il più alto numero di piccole imprese sia perchè abbiamo un’altissima vocazione all’export. Quest’ultima specificità, infatti, obbliga il nostro sistema produttivo a misurarsi ogni giorno con concorrenti stranieri che queste difficoltà non sanno nemmeno cosa siano. Anzi, per loro è normale che il proprio sistema Paese, soprattutto nelle fasi di difficoltà come queste, sia di appoggio e di sostegno alle aziende, cosa che, purtroppo, da noi non accade.
Bolletta elettrica più leggera per le grandi, tanto a pagare sono i piccoli
In merito alle tariffe dell’energia elettrica, ad aver aumentato lo storico differenziale tra piccole e grandi imprese ha contribuito l’entrata in vigore, dal primo gennaio 2018, della riforma degli energivori. L’effetto prodotto da questa novità legislativa, che prevede un costo agevolato dell’energia elettrica per le grandi industrie, di fatto ha azzerato a queste ultime la voce “Oneri e Imposte”, ridistribuendola a carico di tutte le altre categorie di imprese escluse dalle agevolazioni. Per quanto concerne il gas, invece, il divario tariffario è riconducibile al fatto che tutte le grandi imprese ricevono dai fornitori delle offerte personalizzate con un prezzo stabilito su misura e sulla base delle proprie necessità. Pertanto, in sede di trattativa, il peso dei consumi è determinante per “strappare” al fornitore una tariffa molto vantaggiosa. Possibilità che, ovviamente, alle piccole imprese è preclusa. Va altresì ricordato che nel mercato libero le offerte di prezzo possono interessare solo la componente energia; le altre voci di spesa - come le spese di trasporto, gli oneri di sistema, la gestione del contatore etc. - sono stabilite periodicamente dall’Autorità per l’Energia e sono uguali per tutti i fornitori.
Abbiamo le tariffe più care d’Europa, pesano le tasse
Focalizzando l’attenzione solo sulle piccole imprese, dal confronto con le omologhe realtà produttive europee, emerge che in Italia i costi energetici sono tra i più elevati. Tra tutti i paesi dell’Area euro, infatti, solo in Germania il costo della bolletta della luce è superiore al nostro del 16,7 per cento. Rispetto alla media europea, invece, i nostri piccoli imprenditori pagano mediamente il 12,1 per cento in più (vedi Tab. 3). Quando analizziamo il costo del gas, invece, tra i Paesi dell’Area euro le Pmi italiane sono al terzo posto (dopo Finlandia e Portogallo) per la tariffa più elevata. Se, come abbiamo riportato più sopra, quella mediamente applicata nel nostro Paese per ogni 1.000 kWh (Iva esclusa) consumati è pari a 59 euro, registriamo una variazione di prezzo rispetto alla media dei paesi che utilizzano la moneta unica del +15,5 per cento (vedi Tab. 4). Assieme all’andamento del costo della materia prima, la componente fiscale è l’altra voce che contribuisce in maniera determinante ad innalzare il costo delle tariffe. Per la bolletta elettrica, ad esempio, in Italia il 50 per cento del costo totale è riconducibile a tasse e oneri: la media dell’Area euro, invece, è del 48 per cento. Per il gas, invece, se nel nostro Paese l’incidenza percentuale della tassazione sul costo totale a carico delle piccole aziende è del 36 per cento, nell’Area euro si attesta attorno al 34 per cento.
Articolo di Sabato 28 Agosto 2021
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