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I SEGRETI DEL BENESSERE

Dove sono nascosti 42kg di acqua, di media, nel nostro corpo

L'importanza dell'equilibrio idrico nel corpo umano nella rubrica del dottor Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana, specializzato in Scienza dell’alimentazione

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ROVIGO - Come si è già detto l'acqua rappresenta il più importante di tutti i nutrimenti (LEGGI ARTICOLO) in quanto se in un individuo sano il digiuno alimentare anche prolungato non determina problemi per la sopravvivenza, una soppressione dell'apporto idrico porta al decesso, in condizioni normali di temperatura, in circa 3-4 giorni.

Dal punto di vista chimico l'acqua è formata da due atomi di idrogeno H ed uno di ossigeno O e si presenta con la formula chimica H2O.
Questa formula le permette di comportarsi come un dipolo, cile consente di costituire il solvente per moltissime sostanze contenute nell'organismo senza interagire con esse: l’acqua rappresenta pertanto l’elemento indispensabile per permettere tutti i processi biochimici indispensabili alla vita. Altre importanti funzioni dell'acqua riguardano il trasporto dei principi nutritivi e dei prodotti di scarto del metabolismo, l'azione lubrificante a livello di articolazioni e foglietti mesoteliali (pleura, pericardio, etc), nonché la termoregolazione.


L'acqua rappresenta circa i due terzi (60%) del peso corporeo dell'organismo umano adulto, ma questa percentuale varia in rapporto al sesso ed all'età. Infatti la donna, essendo naturalmente dotata di minor massa muscolare e maggior tessuto adiposo, presenta un patrimonio idrico più scarso, sia in valore assoluto che in percentuale (circa il 55% del peso corporeo). D'altra parte il neonato presenta una percentuale maggiore di acqua (pari circa al 75% del peso corporeo) in quanto non dotato di tessuto osseo, ma di tessuto cartilagineo.
Il contenuto idrico di un maschio adulto sano di 70 Kg è di circa 42 litri (1 litro di acqua distillata pesa 1 Kg), cioè circa il 60% del peso corporeo. Nell'organismo l'acqua risulta distribuita in due compartimenti, differenziabili sia quantitativamente che qualitativamente.
I due terzi circa di questa quota saranno contenuti dentro le cellule (liquido intracellulare o LIC), mentre il restante terzo si troverà fuori dalle cellule (liquido extracellulare o LEC). A sua volta il LEC è distribuito in due compartimenti: l’interstizio (per 2/3) ed il plasma (per 1 /3).

Tabella 1. Distribuzione dell’acqua nel corpo umano
ACQUA TOTALE CORPOREA (42 litri)
              /                 \
L.I.C. (28 litri)      L.E.C. (14 litri)
                              /     \
                        acqua    acqua
                interstiziale     plasmatica
                (10.5 litri)       (3.5 litri)


TABELLA 2 - Compartimenti idrici dell'organismo riferiti
 
 
L.E.C.
 
L.I.C
 

 
Na (mEq/L)
 
140 ± 5  12 ± 2 2
 
K (mEq/L)
 
4 ± 0.8 150 ± 5
Cl (mEq/L)
 
100 ± 5 4 ± 0.5
Ca (mEq/L)
 
5 ± 0.5 8 ± 0.8
Ca (mg%mL)
 
10 ± 1 16 ± 1.4
HC03 (mEq/L)
 
24 ± 3 12 ± 1
HP04 (mEq/L)
 
2 ± 0.5 40 ± 3

 
TABELLA 2 - Contenuto elettrolitico di LIC e LEC

Dal punto di vista qualitativo il LIC ed il LEC presentano un differente contenuto in sali (Tab. 2) e la somma della loro concentrazione (ma non solo) crea una pressione chiamata “osmotica” che contribuisce a mantenere l’acqua nei vari compartimenti (LIC e LEC) e quindi a permettere le varie attività metaboliche corporee.

L'acqua può infatti passare liberamente da un compartimento all'altro, ma la quantità di acqua nei vari compartimenti risulta sempre costante grazie alla presenza della pressione osmotica che, unitamente alle pressioni oncotica (creata dalla concentrazione delle proteine nel sangue) e da quella idrostatica (dovuta all’acqua stessa), mantiene l'acqua nei vari compartimenti corporei (le prime due mantengono l'acqua nel plasma, la terza la spinge nell'interstizio).


L'acqua presente nell'organismo ha due differenti provenienze. La quota più importante proviene dall'alimentazione, la cosiddetta acqua esogena, che proviene dalle bevande e dai cibi, ed eventualmente dalla concomitante terapia idrica e/o nutrizionale parenterale: si ricordi che il peso degli alimenti è costituito in gran parte da acqua (la frutta ne contiene 1'80-90%, gli ortaggi il 75-85%, il pesce il 60-80% e la carne il 55-70%), mentre una quota minore, detta acqua endogena, deriva dalle reazioni biochimiche cataboliche che avvengono nell’organismo (Tabella 3). L'introito idrico giornaliero raccomandato per un adulto sano, in normali condizioni di temperatura e attività fisica, è di almeno 1 litro.
 
TABELLA 3 - Bilancio idrico giornaliero dell'organismo
 

 

 

 

 
ENTRATE
 

 
USCITE
 

 
Acqua alimentare 1,200 L Respirazione 0,400 L
Bevande 1,000 L Perspiratio insens. 0,500 L
Acqua endogena 0,300 LFeci 0,100 L

 

 

 
Urine 1,500 L
Totale 2,500 L Totale 2,500 L



Dalle reazioni cellulari derivano inoltre diverse sostanze tossiche di scarto che devono essere eliminate (composti azotati, idrogenioni, fosfati, indoli, fenoli, ecc.). La loro eliminazione avviene preferenzialmente attraverso le urine. La diuresi giornaliera di un individuo adulto sano varia con l'introduzione di liquidi, con l'attività fisica e con la temperatura ambientale: di solito è di circa 1,5 litri. Il rene non è però in grado di eliminare tutte le sostanze tossiche con una quantità di urine inferiore ai 0,5 litri: infatti se la diuresi giornaliera di un individuo è inferiore a questa quota, le tossine tendono ad accumularsi nell'organismo. Con il termine anuria si indica una diuresi giornaliera inferiore a 100 mL, a prescindere dalla causa. Altre importanti perdite idriche avvengono tramite la sudorazione, che non sempre risulta tangibile (se non è percepibile come sudore si parla di perspiratio insensibilis), con la respirazione e con le feci. La sudorazione varia con il variare della temperatura esterna e dell'attività fisica; l'acqua eliminata con le feci può aumentare drammaticamente in caso di tossinfezioni alimentari (es. colera, salmonellosi, ecc.).

Quando la quota di acqua introdotta equivale a quella eliminata si parla di equilibrio idrico o di bilancio idrico pari. Il normale bilancio idrico è mantenuto dall'equilibrio fra entrate ed uscite, che sono rispettivamente e finemente regolate, da un lato, dal senso della sete e, dall'altro, dal rene, a questo livello tramite la mediazione ormonale (ormone antidiuretico).

In conclusione risulta chiaro come un aumento od una riduzione del contenuto corporeo di acqua, così come un’alterazione della sua distribuzione fra i vari compartimenti possa determinare importanti problemi di salute.
 
dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Domenica 29 Agosto 2021

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