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LAVORO

Green Pass in azienda: Italexit dice No con forza

Inimmaginabile e discriminatorio secondo il partito di Gianluigi Paragone istituire l'obbligo di certificazione nel privato, come accade per i servizi sanitari pubblici. Mattia Maniezzo da Rovigo: "Ricatto illogico e pericoloso"

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ROVIGO - Per voce del proprio rappresentante in consiglio comunale a Rovigo, Mattia Maniezzo, Italexit Veneto interviene in merito all'obbligarietà della certificazione Green Pass anche sul posto di lavoro privato, così come auspicato dal presidente di Confindustria Venezia-Rovigo Vincenzo Marinese. "Abbiamo letto con profonda attenzione le dichiarazioni del presidente Marinese riguardo allo strumento del Green Pass.
Come è noto, Italexit è in una posizione di massima critica a tale strumento, sia perché è di dominio comune che non ha alcun fondamento scientifico atto alla lotta del Sars Cov-2, sia perché è uno strumento profondamente discriminatorio" afferma Maniezzo.

"È palese che Marinese non ha fatto altro che ripetere le dichiarazioni del suo presidente nazionale Bonomi ma, quando in ballo insistono diritti fondamentali come il lavoro, è bene essere cauti ed obbiettivi.
Siamo certi che Confindustria sappia benissimo che, per il momento, viviamo ancora in uno stato di diritto, con al vertice la Carta Costituzionale, arrivando fino al regolamento UE 953/2021.
Rimettere il lavoro ad un certificato che nulla ha a che vedere con la salute, ma è oggettivo strumento di ricatto, è illogico e pericoloso perché si vanno ad alimentare solo ulteriori tensioni sociali, all'interno di un tessuto già stremato da quasi due anni di "emergenza". Auspicare la sospensione per chi non si "adegua" con la scusante del "tanto lo fa il governo con i sanitari e con la scuola" non fa di certo onore ad una associazione che dovrebbe avere come capo saldo il lavoro, lo sviluppo ed il benessere del territorio, non certo di fare da "stampella" a questo distopico governo con alla guida il "vile affarista", citando Francesco Cossiga, non eletto, Mario Draghi".

Maniezzo conclude con un interrogativo: "Ma se all'interno di una azienda Green, scoppiasse un focolaio covid (i fatti recenti lo dimostrano) cosa farete? Chiuderete l'azienda o richiamerete a lavoro i non green per far continuare la produzione?".
Articolo di Mercoledì 1 Settembre 2021

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