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ARTE

La ceramica come ragione di vita

Giuseppe Zenezini, il mago della ceramica, è l'organizzatore della mostra di San Pietro Polesine (Rovigo), l'inaugurazione sabato 18 settembre prossimo alle 17 presso il museo civico

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SAN PIETRO POLESINE (Rovigo) - Giuseppe Zenezini, 68 anni, attuale curatore del museo civico nella frazione di San Pietro Polesine, nel 1982, a cura del Cpssae della Transpadana Ferrarese, partecipò attivamente, sulla riva sinistra del Tartaro fossile (confine legnaghese) agli scavi onde portare alla luce la testa di un ponte romano. Al contrario fu riesumato il basamento di una torre doganale confinaria veneziana (secolo 15°) a controllare i finitimi territori gonzaghesco-estensi, nel contesto della navigazione commerciale tra Adige e Po. A cura della competente Sovrintendenza fu dato alle stampe un corposo catalogo che ebbe rilievo nazionale. Furono recuperati, fra l'altro circa 5400 frammenti di ceramiche quattrocentesche ferraresi (piatti, scodelle, brocche, tazze, ciotole)

"In un quadriennio - ricorda Giuseppe Zenezini - assemblammo e ricreammo questi utili strumenti, oggi parte strategica del nostro museo sampietrese. Non eravamo restauratori professionisti, ci improvvisammo prima archeologi, poi restauratori, la grande passione e la dedizione ci premiò allora. Lunghe sere a lavorare io, mio fratello Agide e Pietro Prandini".

Per Giuseppe Zenezini la ceramica divenne ragione di vita tanto che alle scuole elementari dal 1992 in poi tenne lezioni ai bambini del 1° e del 2° ciclo (lavorazione della creta; età del Bronzo; lampade romane; ceramiche di Torretta..): la manualità ragionata in aula; la teoria al museo sampietrese).

"Dopo il 2000 - prosegue Giuseppe Zenezini - approfondii gli studi ceramici e cominciai a produrre per conto mio piatti, scodelle, brocche, tazze, ciotole del '400 ferrarese. Acquistai pezzi crudi di argilla insieme ad un forno di cottura, un lavoro certosino, il mio hobby sino ad oggi".

Come nasce un piatto estense? Progetto, tazza in argilla cruda,  bagno di terra bianca o ingabbiato, disegno con un punteruolo o graffiatura, prima cottura a 1000° gradi, colorazione (un paio di colori base come il verde ramina e il giallo ferraccia), lucidatura o vetrificatura, ricottura a 960°, il tutto per una settimana di lavoro.

"Dal 2016 - conclude -mi sono dedicato a tempo pieno alla ceramica quattrocentesca ferrarese, ispirandomi alla mitologia, alla storia, al quotidiano della corte umanistica estense. Sino ad oggi ho prodotto un centinaio di pezzi tra piatti, scodelle, brocche, tazze, ciotole, vasi. Lo scorso agosto, tramite un sito di ceramisti su Facebook, mi sono iscritto al  1° concorso di ceramica d'arte contemporanea, 4A edizione, Mondo Mare Festival, dal 7 al 9/8 ad Albisola Superiore (Savona). Ho presentato due pezzi: un piatto di 40 cm di diametro effigiante il ballo tratto dalla Bibbia di Borso d'Este; un secondo piatto delle stesse dimensioni raffigurante il gioco delle carte, copia dell'originale conservato al londinese British Museum. Sono stato premiato per il piatto estense. Sino ad oggi ho partecipato con legittima soddisfazione ad altri certami".

Giuseppe Zenezini è l'organizzatore della mostra, con il patrocinio comunale, l'inaugurazione sabato 18 settembre prossimo alle 17 presso il museo civico sampietrese ed intitolata “Le ceramiche graffite ferraresi sei secoli dopo”.

"La mostra - osserva l'artista castelnovese - resterà aperta sino a domenica 21 novembre il sabato e i festivi. Durante la settimana su appuntamento, occorre il green pass, fatte salve le norme anticovid. Si potranno ammirare un centinaio di pezzi ceramici derivanti dagli scavi di Torretta, oltre a vasellame estense del '400 incentrato sulla Bibbia di Borso d'Este. Una parte museale sarà esposta domenica 12 settembre a Melara nell'ambito delle promozioni Unesco".

 

 

 

 

 

 

Articolo di Sabato 4 Settembre 2021

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